lunedì 27 luglio 2009
La questione non è invece da ridursi nella categoria de "il Veneto ai Veneti", categoria a cui ci dichiariamo con forza estranei, ma fa riferimento a un concorso del 2004 a seguito del quale dovevano formarsi graduatorie regionali composte da un numero di dirigenti pari ai posti vacanti in ciascuna regione, più una riserva del 10%. Il Veneto, come altre regioni, ha rispettato questo vincolo; in altre regioni invece il limite del 10% è stato sforato, anche di molto, e sono state inserite in graduatoria molte persone in più. Quando, prima col Governo Prodi e ora con la Gelmini, le graduatorie sono diventate interregionali e nazionali, le regioni che avevano rispettato il limite e per questo motivo avevano escluso molti concorrenti si sono trovate ad avere le sedi occupate da chi era inserito oltre il limite nelle regioni che non avevano rispettato il vincolo.
La presa di posizione, indipendentemente dall'uso che poi qualcuno ne potrà fare, riguarda quindi solo la richiesta che le regole valgano per tutti.
martedì 21 luglio 2009
Abbiamo constatato che spesso c'è incertezza riguardo non tanto all'insegnamento della religione cattolica - che resta anzi sempre salda e indiscussa nonostante la diminuzione d'orario scolastico, la mancanza di finanziamenti e i tagli di insegnanti - quanto piuttosto riguardo ai diritti di chi non se ne avvale. Sappiamo che i diritti delle minoranze non sono nel cuore della nostra Ministra, e postiamo quindi questa nota, molto chiara e precisa, stilata dal Comitato torinese per la laicità della scuola, con invito a riflettervi e, se siete d'accordo, ad applicarla rendendo esplicita nel POF la scelta che si fa nella vostra scuola. E' anche questo un modo per ribadire - contro il pensiero unico - che siamo diversi e che la vocazione della scuola pubblica e statale è di rispettare e tutelare i diritti dei bambini, anche di quelli che - perché numericamente minoritari o perché appartenenti a famiglie che non reclamano e non pretendono - sono nella posizione più debole.
IRC E "ATTIVITÀ ALTERNATIVE"
In relazione alle numerose segnalazioni pervenute a questo Comitato, soprattutto da parte di genitori di allievi della scuola dell'obbligo, circa la situazione incresciosa di "parcheggio" in altre classi di bambini che non si avvalgono dell'IRC, invece di essere utilmente impegnati in attività didattiche, ricordiamo quanto segue.
L’art. 9 della legge n. 121 del 1985, che recepisce il neo-Concordato del 1984, dispone che il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’IRC è garantito a ciascuno e che tale scelta non può dare luogo ad alcuna forma di discriminazione.
Il diritto di non avvalersi dell’IRC, in base alle sentenze Corte Costituzionale 203/1989 e13/1991 e della circolare 9/1991 (applicativa della sentenza 13/91), prevede quattro opzioni:
1) Le attività didattiche e formative (le c.d. “attività alternative” all’IRC).
2) Lo studio individuale: la scuola deve individuare locali idonei ed assicurare adeguata assistenza.
3) “Nessuna attività”: la scuola è comunque tenuta a garantire la sicurezza e la vigilanza anche “senza assistenza di personale docente”.
4) Non essere presente a scuola: chi non ha scelto l’IRC non ha alcun obbligo, e quindi non è tenuto ad essere presente a scuola durante l’ora di IRC nella sua classe. È questa l'opzione che abbiamo sempre consigliato agli studenti delle superiori. Ovviamente è più facile assentarsi dalla scuola se l'IRC è posta all'inizio o alla fine dell'orario scolastico, ma anche in questo caso non sempre i genitori dei bambini possono provvedere all'entrata ritardata o all'uscita anticipata dei loro figli. Quindi molti desiderano siano organizzate le c.d. attività alternative.
L’offerta da parte della scuola di attività didattiche o formative, alternative all’insegnamento della religione cattolica, ha carattere doveroso, ove vi siano alunni che hanno chiesto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica optando per l’ora alternativa. Sono deliberate dal collegio dei docenti e prevedono eventualmente un docente apposito, con valutazione del profitto sotto forma di giudizio. Per la carenza di fondi (tali attività sono a carico della scuola), spesso le scuole tendono a non attivarle. Ma, se sono richieste, la scuola è tenuta ad organizzarle, dopo aver sentito il parere di genitori e studenti.
È perciò opportuno che nei P.O.F., all'inizio dell'anno, siano esplicitamente ricordati i diritti di chi non si avvale dell'IRC in base alla normativa vigente e che le attività didattiche e formative alternative all'IRC - soprattutto nella scuola primaria e secondaria inferiore, ma anche nella secondaria superiore ove ci siano richieste in tal senso - siano previste e programmate.
RELIGIONE CATTOLICA E CREDITI
Il Comitato Torinese per la Laicità della Scuola ribadisce la propria ferma opposizione al fatto che, ai fini dell’Esame di Stato conclusivo dei corsi di scuola media superiore, il giudizio relativo alla frequenza dell’insegnamento della religione cattolica concorra direttamente all’attribuzione del credito formativo e quindi anche, indirettamente, a quella del credito scolastico. Il peso dell’IRC sui crediti che concorrono a determinare il voto finale dell’esame di Stato configura infatti una palese ed illegittima sperequazione ai danni degli studenti che in base alle norme vigenti hanno scelto liberamente di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, da considerasi a tutti gli effetti meramente facoltativo. Pertanto il nostro Comitato, insieme a molte altre associazioni laiche, ha presentato ricorso presso il T.A.R. del Lazio contro l’Ordinanza del Ministero dell’Istruzione 40/2009.
venerdì 17 luglio 2009
Ormai siamo allo Stato delle banane in cui si fa una legge per coprire i comportamenti più o meno disinvolti dei Ministri e si introduce un potere delegificante del Governo a tempo indeterminato, e questo purtroppo nel silenzio di chi dovrebbe garantire le prerogative delle istituzioni e il rispetto delle regole.
Il 2 luglio è stata pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale relativa ai ricorsi proposti da alcune Regioni che avevano sollevato la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 64 del D.L. 112/08 per violazione degli artt. 117 e 118 Cost. per la parti che attribuiscono alle Regioni una competenza legislativa concorrente in materia di istruzione. In sostanza la Corte ha affermato che la competenza è dello Stato (e quindi ha ammesso la legittimità di tutti i provvedimenti sui tagli), salvo per quanto riguarda il dimensionamento delle istituzioni scolastiche, dove invece ha dato ragione alle Regioni.
Il 15 luglio poi, ben fuori tempo massimo ma - come abbiamo visto - il Governo ha risolto il problema, è stato approvato sulla Gazzetta Ufficiale il regolamento del primo ciclo (DPR 89/09) adottato dal Governo in applicazione dell'art. 64 della Legge 133/08. Mettiamo qui sotto il link della CGIL che ne commenta alcuni aspetti.
www.flcgil.it/notizie/news/2009/luglio/pubblicato_il_regolamento_del_primo_ciclo_si_conferma_lo_smantellamento_della_scuola_pubblica
giovedì 16 luglio 2009
Procura li accusa di comportamenti violenti, secondo molti sono stati invece arrestati, quasi due mesi dopo la manifestazione e pochi giorni prima del G8, solo perché avevano preso parte al corteo, e questo per dividere il movimento e intimorire gli altri. Ora verranno effettuati gli accertamenti del caso, ma abbiamo purtroppo toccato con mano anche noi che, in questi tempi, chi è al potere non riesce ad accettare il dissenso e la critica, e spesso tutti i mezzi sono buoni per mettere a tacere chi non è allineato. Qui sotto mettiamo il testo dell'appello, cui hanno già aderito moltissimi esponenti dell'università, e il link per la firma.
*Appello in solidarietà degli studenti arrestati il 6 luglio*
Nella notte tra il 5 e il 6 luglio una spropositata operazione di
polizia ha portato all’arresto di 21 studenti dell’Onda Anomala. Ciò che
viene loro imputato è di aver preso parte alla grande mobilitazione del
19 maggio a Torino contro il G8 University Summit. In quella giornata
più di diecimila studenti, dottorandi e precari dell’università hanno
preso parola pubblica con un grande corteo, per esprimere - ancora una
volta, dopo le mobilitazioni dell’autunno - la propria indisponibilità
al processo di dismissione dell’università pubblica.
I capi di imputazione non sono solitamente passibili di custodia
cautelare a quasi due mesi dai fatti: vi è quindi un’evidente
sproporzione tra i reati ipotizzati e l’utilizzo di uno strumento
giuridico di una certa gravità. Tale sproporzione rischia di far venire
meno i principi di garanzia democratica, che dovrebbero invece essere
riaffermati. I ventuno arrestati - quindici dei quali in prigione, e i
restanti sei agli arresti domiciliari - sono giovani studenti, la quasi
totalità dei quali incensurati.
Esprimiamo la nostra indignazione per la sproporzione di questo atto nei
confronti di chi ha semplicemente manifestato il proprio dissenso.
Soprattutto in un momento in cui giovani studenti e ricercatori sono
sempre più preoccupati per la mancanza di garanzie sul loro futuro e per
l’incerto destino dell’università pubblica.
Riteniamo doveroso affermare che siamo dalla parte della libertà di
pensiero e della libertà di manifestazione del dissenso, così come
riteniamo inaccettabile trattare ogni protesta come un mero problema di
ordine pubblico. Vogliamo affermare, ancora una volta, che l’università
è uno spazio di libertà, di confronto e di produzione del sapere, che
non può assecondare la cecità di chi crede che tramite degli arresti si
possano sciogliere le contraddizioni e i problemi dell’università pubblica.
Per aderire:
http://www.petitiononline.com/
martedì 14 luglio 2009
Riportiamo qui sotto un articolo de "La Tecnica della scuola" che fornisce alcune informazioni in più sugli ultimi tagli nell'organico.
Ricordiamo anche che - prima delle elezioni - il funzionario del Ministero a colloquio con i dirigenti dell'Alto Vicentino aveva assicurato che i tagli nell'organico di fatto non sarebbero stati attuati.
Confermati i tagli sull'organico di fatto
Pubblicata la C.M. n. 63 con la quale si confermano i 5mila posti in meno sull'organico di fatto. La circolare riguarda anche il personale Ata: a rischio il funzionamento delle piccole scuole. E’ datata 6 luglio la circolare ministeriale n. 63 che fornisce indicazioni per la definizione dell’organico di fatto per il prossimo anno scolastico. .
Il taglio dei 5mila posti necessario per raggiungere l’obiettivo dei 42mila posti-docente in meno per il 2009/2010 resta tutto intero, nonostante le pressioni sindacali; d’altronde negli ultimi giorni dal Ministero avevano chiarito che evitare i 5mila tagli non sarebbe stato possibile perché i margini consentiti dalla clausola di salvaguardia sono ormai inesistenti.
Un mancato risparmio sugli organici si dovrebbe tradurre infatti in un azzeramento totale dei finanziamenti diretti alle scuole.
Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia non ci saranno posti aggiuntivi, mentre una piccola novità positiva si segnala per le compresenze nella scuola primaria che, si legge nella circolare, “potranno essere utilizzate per l’ampliamento del tempo pieno sulla base delle richieste delle famiglie, nonché per la realizzazione di altre attività volte a potenziare l’offerta formativa (compreso il tempo mensa per le classi che attualmente praticano i rientri pomeridiani)”
Nella secondaria (sia di primo che di secondo grado) viene lasciata la possibilità di formare cattedre a meno di 18 ore nei casi in cui risulti impossibile fare diversamente.
I 5.000 posti in meno vanno calcolati rispetto all’entità dell’organico di fatto dello scorso anno e dunque non creeranno ulteriore soprannumero rispetto a quello già definito in sede di organico di diritto.
In termini assoluti la regione più penalizzata risulta la Lombardia (876 posti in meno), seguita da Veneto (573 posti in meno), Campania (-535), Sicilia (-492), Lazio (-416), Puglia ( -354) e Piemonte (-335). Più ridotti i tagli nel regioni più piccole: - 28 in Molise, -53 in Basilicata e -60 in Umbria.
Adesso toccherà alle Direzioni regionali decidere come distribuire i tagli fra i diversi ordini di scuola.
La circolare ministeriale riguarda anche gli organici del personale Ata che potrebbero rivelarsi in molti casi del tutto insufficienti persino per tenere aperte le scuole.
Si potranno consentire deroghe (“contenute”, aggiunge la circolare !) solamente “nei casi, motivati adeguatamente, in cui le risorse assegnate alle istituzioni scolastiche non rendessero possibile il regolare funzionamento dei servizi scolastici nel rispetto delle norme contrattuali dell’orario di lavoro”.
Resta il fatto che l’entità complessiva dei tagli (peraltro già prevista dal Piano programmatico dello scorso ottobre e dalla relazione tecnica allegata alla legge 133/08) potrebbero rivelarsi del tutto insopportabili per le scuole mettendone a rischio il regolare funzionamento.
07/07/2009
(R. Palermo, La Tecnica della scuola)
domenica 12 luglio 2009
La formazione politica di cui se non erriamo la Martini è esponente ha distribuito negli ultimi mesi ai bambini, oltre ad adesivi e oggettini vari, migliaia di caramelle con scritto “Popolo delle Libertà” e di lecca lecca con scritto “vota Lega Nord”. Ma si vede che questo non è strumentalizzazione, è educazione alimentare.
mercoledì 8 luglio 2009
come un uomo sulla terra
"COME UN UOMO SULLA TERRA"
che verrà trasmesso su RAI 3
GIOVEDI' 9 LUGLIO ALLE ORE ZERO CINQUE.(comodo, vero?)
Il film va assolutamente visto e diffuso, soprattutto da persone che come noi hanno responsabilità educative.
E' un film che racconta la storia di alcuni profughi etiopi, il loro viaggio della speranza, una vera odissea per raggiungere le coste del Mediterraneo.
Sono persone che fuggono dalla miseria e dalla totale mancanza di prospettive di vita, e come sappiamo bene se anche riuscissero ad arrivare in Italia saranno gentilmente respinte al mittente.
Per altre informazioni potete collegarvi al sito "comeunuomosullaterra.blogspot.com"
dove troverete anche una petizione che vi invitiamo a firmare e a diffondere.