venerdì 31 dicembre 2010
mercoledì 22 dicembre 2010
Davvero non sfuggono il confronto!
domenica 19 dicembre 2010
Le persone intervenute hanno confermato che allo stato attuale delle cose, resistere è proprio difficile, ma vale la pena di farlo.
Verona in questo momento è abbastanza attiva: il 3 ottobre scorso ha organizzato la manifestazione "il giro d'iTAGLIa" (http://picasaweb.google.it/ameliadepaperis57/1RAGGIODISOLE- http://picasaweb.google.it/ameliadepaperis57/3SGIORGIO), inoltre due settimane fa si è svolto un incontro del personale degli istituti superiori della città: alcune realtà stanno effettuando come protesta il blocco delle gite e delle attività aggiuntive, altre non hanno optato per questa scelta ma hanno indirizzato una comunicazione ai genitori denunciando le difficoltà che vive la scuola.
In alcune scuole della primaria esiste una mobilitazione permanente che prevede una riunione sindacale, indetta dalle RSU, ogni cinque/sei settimane: questa iniziativa viene valutata come molto proficua in quanto l'assemblea diventa luogo di riflessione e di confronto e si sta pensando di proporla aperta anche ai genitori.
Resta essenziale informare le famiglie: per questo si è deciso di distribuire un volantino che fa il punto della situazione riportando i dati e le informazioni in merito ai tagli e ai ridimensionamenti orari delle singole scuole. (a disposizione nei documenti)
Negli istituti superiori di Verona, come in quelli di altre città italiane, nei giorni scorsi ci sono state occupazioni da parte degli studenti.
Dal 2006 esiste poi una mailing list che collega i componenti dei consigli d'istituto e dei comitati genitori di quasi tutti gli istituti di Verona (23 istituti comprensivi, 3 direzioni didattiche e 7 scuola superiori).
Recentemente hanno avuto un incontro con l'assessore all'istruzione a cui hanno proposto la costituzione di un tavolo permanente; vorrebbero, inoltre, costituirsi come associazione per interloquire con le istituzioni da una posizione maggiormente definita.
Resta ancora una volta confermata l'importanza del “fare rete” per scambiarsi informazioni, confrontarsi e proporre iniziative coinvolgendo in modo particolare i genitori per farli partecipare alla condivisone dei problemi comuni.
Anche a Padova alcune iniziative che hanno portato alla sottoscrizione di una lettera comune in cui emergono le difficoltà finanziarie delle scuole sono state realizzate dalla Rete 26 febbraio, che raccorda oltre 50 Consigli d’Istituto; un collegamento simile interistituto esiste anche a Vicenza città, mentre nell'alto Vicentino alcuni genitori stanno cercando di metterlo in piedi.
A livello istituzionale ci sono stati alcuni cambiamenti: alcuni mesi fa il dott. Venturella, dirigente dell’USP di Padova, “reo” di avere dato troppo ascolto alle istanze in difesa della scuola e in particolare del tempo pieno, è stato sostituito da Maria Giuliana Bigardi, decisamente meno in sintonia con il movimento della scuola e molto più allineata con le politiche governative (d’altro canto è stata anche assessore all’istruzione in un comune della provincia di Padova per Forza Italia...).
La dott. Palumbo, forse invece meritevole agli occhi del Miur per opposte ragioni, dal 1° gennaio 2011 sostituirà a Roma il dottor Cosentino e, probabilmente, Dino Cristanini prenderà il suo posto a Venezia.
Proprio la Palumbo ha recentemente precisato che per al T.P. vanno date 40 ore. La legge invece prevede 2 insegnanti (44 ore) e la differenza, per le possibilità organizzative che offre in relazione alle compresenze, è sostanziale.
A Padova, lo scorso anno scolastico (con Venturella), erano state concesse parecchie classi a T.P. (oltre 500....) mentre quest'anno molti genitori non sono stati accontentati.
Un'ulteriore conferma che è necessario opporsi alle direttive che continuamente (e spesso senza il dovuto supporto legale..) vengono calate sulle istituzioni scolastiche è legata ai pochi soldi che arriveranno dal Miur, in relazione ai crediti pluriannuali che le scuole vantano nei suoi confronti; queste modeste risorse economiche verranno date con precedenza alle scuole che hanno maggiori residui attivi.
Quindi chi ha accolto la proposta del Ministero dello scorso anno scolastico di spostare i residui attivi (cioè i crediti nei confronti del Ministero stesso) nel famigerato aggregato Z, diminuendone quindi la consistenza figurativa, si è dato la zappa sui piedi!
Attenzione a quello che gli istituti faranno quest’anno, visto che, in modo altrettanto scellerato è già arrivato dal MIUR l’invito a comportarsi nuovamente alla stessa maniera.
Dunque continuiamo a resistere, e a cercare di opporci: l'iniziativa che proponiamo è di attuare - nello stesso giorno in tutte le realtà territoriali che riusciamo a raccordare (potrebbe essere il 30 gennaio) un gazebo.
Può servire a sensibilizzare sui vari problemi legati alla scuola, a dare informazioni sulle continue modifiche che normativamente ci vengono proposte, ad informare i genitori in merito alle iscrizioni, a raccogliere firme sulla petizione al presidente Napolitano, a dire che noi non molliamo.
Ci piacerebbe molto, inoltre, coinvolgere in questa iniziativa il mondo degli studenti (lezione in piazza? momento di festa?).
Le firme sulla petizione a Napolitano continueranno ad essere raccolte fino al 14 febbraio: Padova ha organizzato dei banchetti in piazza, il CdI del centro storico di Venezia l'ha mandata a casa di tutti i genitori raccogliendo centinaia di firme in pochi giorni.
La convinzione del Comitato di Venezia è quella di cercare di unire la denuncia alla proposta; per questo motivo, nelle loro scuole stanno lavorando ad iniziative puntate sulla solidarietà tra genitori, che interpellano anche il Comune nel tentativo di allargare il fronte e di coinvolgere il territorio.
Unitariamente i vari comitati presenti concordano sulla necessità di aprire un blog che serva da collegamento per tutte le realtà attive del Veneto. Alcuni si sono presi l’incarico di provarci a lavorare nella pausa natalizia.
Sono tutte azioni faticose e circoscritte ma, come dice un vecchio proverbio cinese, meglio accendere una candela che maledire l'oscurità.
sabato 18 dicembre 2010
Sono moltissime le iniziative di protesta, e per il 21 è prevista una giornata di mobilitazione degli atenei. Dall'altro ieri alcuni studenti de La Sapienza di Roma stanno facendo uno sciopero della fame con lo slogan "se con la cultura non si mangia, noi per la cultura non mangiamo".
Con tutta probabilità, il ddl verrà approvato.
Ma la capacità di riflettere, la responsabilità di prendersi a cuore ciò che si ha intorno, la forza di opporsi a quello che si ritiene ingiusto sono cose che si imparano, che si praticano, e che questo governo - nonostante i suoi sforzi e i suoi desideri - non riuscirò a sradicare tanto facilmente.
giovedì 16 dicembre 2010
Nella scuola pubblica si impara di più!
"Nella scuola pubblica si impara di più. L'Italia in basso per colpa delle private"
Il quadro delineato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico attraverso l'indagine Pisa (Programme for International Student Assessment) è impietoso.
Il punteggio medio conseguito dai quindicenni italiani delle scuole pubbliche in lettura e comprensione dei testi scritti è pari alla media Ocse: 489 punti, che piazzano la scuola italiana al 23° posto. Con le scuole private scivoliamo al 30°.
Discorso analogo per Matematica e Scienze, dove il gap con la media dei paesi Ocse è di appena 5 punti: 492 per le scuole statali italiane , che ci collocherebbe al 25° posto, contro 497 della media Ocse. Mescolando i dati con quelli degli studenti delle scuole private ci ritroveremmo al 35° posto.
Insomma, anche se non siamo patiti delle statistiche, cerchiamo di non deprimerci e di trovare in queste notiziole l'appiglio per fare ancora meglio: noi stiamo con la scuola pubblica!
mercoledì 15 dicembre 2010
giovedì 9 dicembre 2010
www.facebook.com/video/
lunedì 29 novembre 2010
Pubblichiamo un appello del Collettivo Studenti di Vicenza
Ora: martedì 30 novembre 2010 9.00
>>> http://www.facebook.com/event.
FERMARLA SI PUO', ORA! -
APPELLO A TUTTI GLI STUDENTI MEDI E UNIVERSITARI a\di VICENZA e agli studenti pendolari e fuorisede che studiano in città
Martedì prossimo alla Camera dei Deputati ci sarà la votazione finale per l'approvazione del DDL "Gelmini" destinato a distruggere l'università e la ricerca pubblica di questo Paese. La riforma racchiude in sé tutte le contraddizioni politiche e sociali che la nostra generazione si trova a dove...r combattere: un futuro fatto di precarietà; la cancellazione della democrazia dai processi decisionali; la finanziarizzazione della conoscenza; la ricerca insensata di profitto da ogni attività sociale e culturale. L'attacco, come ripetiamo senza sosta da almeno due anni, è sistematico: colpisce la struttura dell'università e al contempo ne azzera i fondi per ottenere un'obbligata privatizzazione. E sistematica è stata la risposta del mondo del sapere: siamo stati in grado di mettere in discussione le logiche del potere e la sua arroganza.
....SE CI BLOCCANO IL FUTURO NOI BLOCCHIAMO LA CITTA'..
blocchiamo tutto! blocchiamo la riforma
Siamo riusciti a minare un consenso trasversale che il DDL aveva riscontrato fin dalla sua presentazione; abbiamo smascherato una cantilenante retorica sul “merito”, dimostratasi un cavallo di troia per privatizzazioni, riduzione di diritti, torsioni autoritarie. Accanto allo strumentale discorso meritocratico proseguono i tagli al diritto allo studio, distruggendo così le prospettive di migliaia di studenti e studentesse che vedono loro negata la possibilità stessa di studiare. La presunta volontà di premiare i “migliori”, senza garantire le medesime opportunità a prescindere dalle condizione socio-economiche di partenza, appare ai nostri occhi una presa in giro ed evoca un’idea che credevamo anacronistica: il classismo.
Una prospettiva che intendiamo rifiutare perché richiama politiche di esclusione, innalza muri che ritenevamo abbattuti, divide il paese tra chi può e chi non può. Oggi questo concetto lo troviamo scritto tra le righe di un DDL, rivendicato a male parole dai comunicati stampa del Ministero o dai “videomessaggi” su youtube.
L’attuale opposizione frontale a questa legge, richiede pratiche che obbligano il mondo dell’università ad uno scatto di consapevolezza maggiore per rispondere, qui ed ora, a chi intende approvare la riforma. Oggi più che mai siamo (e dobbiamo essere) in grado di coniugare un'enorme potenzialità costruttiva, frutto anche delle sinergie con tutte le parti dell’università in mobilitazione, con una forte opposizione all'ennesimo (nel senso di ultimo, sia per il governo che per gli atenei) disegno legislativo calatoci dall'alto.
Martedì il DDL Gelmini sarà alla Camera per la sua discussione e votazione finale per diventare poi Legge di Stato a tutti gli effetti. In questi pochi giorni spetterà a noi impedire l’approvazione di una riforma che attenta al futuro di questo paese e della nostra generazione. Pochi giorni in cui noi studenti, su tutti, abbiamo l’obbligo morale di riunire ed organizzare le forze per contrapporci radicalmente all’approvazione finale della legge Gelmini.
MARTEDì 30 novembre dobbiamo occupare le università, bloccare la didattica, riempire le strade.
INVITIAMO A MANIFESTARE ANCHE TUTTI I RAGAZZI DELLE SCUOLE SUPERIORI: se volete trovare ancora l'università pubblica per i prossimi anni, è il momento di tornare a riprendersela
Tutto il paese dovrà scegliere da che parte stare: con l’università pubblica o contro di essa!
__________
PER GLI STUDENTI UNIVERSITARI :
appuntamento martedì 30 ore 9.00 nel piazzale della stazione FS a Vicenza
PER LE SCUOLE SUPERIORI:
facciamo appello a tutti gli studenti di organizzarsi autonomamente tra di loro poichè c'è poco tempo, gli studenti più attivi devono contattarsi e organizzare una specie di sit-in davanti le loro scuole per tener fuori piu studenti possibile, poi ci si riunirà insieme agli universitari in stazione alle 9.
NB:
ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL COLLETTIVO: LUNEDì 29 alle ORE 16 informagiovani(teatro astra). SONO INVITATI ANCHE TUTTI GLI UNIVERSITARI
mercoledì 24 novembre 2010
Ve la proponiamo in un momento in cui, archiviati i grembiulini, sono stati però messi in atto nella scuola molti cambiamenti che penalizzano chi ha minori risorse economiche e quindi, di fatto, ne limitano la possibilità di esercitare pienamente il diritto allo studio. Un momento in cui gli insegnanti sono stati fatti oggetto di un'intenzionale campagna denigratoria che li ha dipinti come incapaci e fannulloni. Un momento in cui riflettere sulla scuola e parlarne diventa una colpa. In cui sembra che i maggiori sforzi di molta TV, di molti giornali, di molti politici siano volti a far sì che la gente non si accolli questo sforzo, dipinto così inutile, che è cercare di pensare.
Se penso
Ho portato il grembiule per i miei tredici anni di scuola, quando serviva a proteggere i vestiti, non a nascondere le diverse estrazioni sociali, che restavano bene in evidenza in tutto il resto, dalle scarpe alle cartelle, alle merende. Quello che uniformava noi alunni non era l'uniforme, era l'insegnante, che sembrava non sapere niente delle nostre famiglie ma, se vedeva il figlio di un ricco borghese fare l'arrogante o lo sprezzante con il figlio di un operaio, provvedeva a interrogarli entrambi e a dimostrare a tutti che, almeno per quel giorno, il primo valeva meno del secondo. Per me sono solo gli insegnanti che contano, quando sanno insegnare a pensare.
Io li pagherei più di un amministratore delegato.
lunedì 15 novembre 2010
lunedì 8 novembre 2010
è una notizia, no sono due
Viene sfiduciata dai suoi stessi compagni di partito per "manifesta incapacità e improduttività politica e organizzativa" (eh sì, avevano visto bene).
Questo ormai lo si sa: è stato pubblicato in alcuni giornali ed è girato moltissimo in rete.
La seconda notizia è che gli amministratori del Comune di Desenzano, alla faccia della tanto vantata trasparenza, hanno blindato l'atto relativo, la delibera n. 33 del 31 marzo 2000, e non lo fanno vedere a nessuno.
Nell'ottobre dell'anno scorso l'avevamo richiesta anche noi: cerchiamo sempre di documentarci in modo accurato su quello che diciamo. Quando la chiedemmo per mail ci dissero che bisognava utilizzare un apposito modulo, quando inviammo il modulo ce la negarono.
Lo stesso è appena accaduto a uno degli animatori della rivista satirica MAMMA , e col link potete rendervi conto direttamente delle motivazioni utilizzate dall'amministrazione per tenere i cassetti ben chiusi.
Eppure questo non è gossip: la Gelmini è un personaggio pubblico, ricopre una carica pubblica e per questo viene pagata. Quanto è accaduto non riguarda la sua vita privata, ma il ruolo pubblico che ricopriva a Desenzano. La delibera è un atto pubblico, e infatti nel 2000 è stata pubblicata per due settimane prima di venire tolta dalla circolazione.
Gli amministratori di Desenzano svolgono il proprio compito su mandato della comunità e sono ricompensati anche economicamente per il lavoro che fanno.
Però sembra che, più che gli interessi di tutti, facciano soprattutto gli interessi di qualcuno.
Diamo qui di seguito alcuni appuntamenti. Chi volesse sapere meglio orari e luoghi ci mandi una mail.
- martedì 9 novembre a Schio incontro con l'associazione studenti medi e universitari per la gestione dell'aula studio e delle attività collegate
- giovedì 11 novembre a Vicenza incontro dlel'Assemblea Difesa Scuola Pubblica
- martedì 16 novembre incontro del Salvalascuolapubblica
- mercoledì 17 novembre l'ora di sciopero della CGIL (proporremo il volantino in settimana)
martedì 26 ottobre 2010
E mò basta
Ben sappiamo tutte le belle cose attuate dal nostro governo: basta che ci guardiamo intorno e le tocchiamo con mano ogni giorno. Il Presidente del Consiglio vuole però celebrarle come meritano e ha annunciato che invierà a tutte le famiglie italiane (a spese dei contribuenti, ovviamente) un libro che le magnifichi (scusate, volevamo dire che le indichi obiettivamente).
La proposta è di inviare una mail dicendo che non si vuole ricevere tale libro e chiedendo che il corrispettivo venga destinato ad una diversa causa: salute? cultura? noi, per vocazione del blog, indichiamo la scuola. A farlo ci vuole poco più di un minuto.
Basta collegarsi al sito del governo (cliccate su "sito" per aprire il link), scrivere i propri dati e incollare il testo seguente, o altro a piacere.
Con riferimento all’annuncio del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di inviare ad ogni famiglia italiana il libro “Due anni di governo”, mi preme comunicare che non desidero riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma “e”. Chiedo inoltre che la spesa relativa che si risparmierà venga messa a disposizione del Ministero della Scuola pubblica. Mi auguro che in un tempo in cui gli Italiani e le Italiane fanno sacrifici enormi e la disoccupazione interessa oltre 10 milioni di persone, il governo receda da questa insana e immorale iniziativa, spendendo denaro pubblico per pubblicità governativa. Saluti.
giovedì 21 ottobre 2010
Sempre che si faccia (problemi di rarefazione), noi ci siamo!

Per denunciare alcune delle molte bugie che sono state dette
“Non ci sarà nessun taglio alla scuola. Stanno arrivando messaggi assolutamente falsi e inutili allarmismi” (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ottobre 2008)
In tre anni sono stati eliminati 200.000 lavoratori, il più grande licenziamento di massa della storia italiana. Già 576 insegnanti e 400 tra bidelli e altro personale in provincia di Vicenza
“Non verranno toccate né la sanità, né le pensioni, né la scuola né l'Universita'. Non aumenteremo le tasse. Non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani” (Berlusconi, maggio 2010)
I genitori ora pagano di tasca propria i pomeriggi che le scuole non riescono più a coprire, versano contributi “volontari” sempre maggiori (più di 100 euro in alcune scuole superiori di Schio), non hanno più l'apertura anticipata se vanno al lavoro prima che la scuola apra, o devono pagare il personale delle cooperative che sostituisce i bidelli.
E noi insegnanti? Abbiamo il rinnovo contrattuale bloccato per tre anni e gli scatti di anzianità congelati. Dal 2012 le donne andranno in pensione a 65 anni, contro i 61 delle donne che lavorano nel privato. Paghiamo in tasse un quarto del nostro stipendio: nel 2008 l'Italia era al settimo posto nella UE per la pressione fiscale, nel 2009 è salita al quinto.
GUARDATE QUELLO CHE FANNO
Il testo del volantino è tra i documenti che si possono scaricare.
lunedì 18 ottobre 2010
venerdì 15 ottobre 2010
lunedì 25 ottobre sciopero di un'ora
Molti lavoratori dicono di non aderire allo sciopero di una giornata perché si paga pesantemente a livello economico e, nella situazione di crisi in cui versa l'Italia, non tutti se lo possono permettere. Ad essi va incontro questa scelta: un'ora di sciopero incide molto meno nella busta paga ed è comunque occasione di INFORMARE, rompendo il muro di silenzio che si vorrebbe costruire attorno ai problemi della scuola.
Il fatto che lo sciopero sia ripetuto ogni quindici giorni crea poi una mobilitazione permanente (ricordate il gazebo di Cogollo del Cengio, che quest'estate ha tenuto duro per tutti i sabati?), che può essere più efficace di singole azioni isolate.
Infine cambiano i giorni: l'8 ottobre è stato di venerdì, il prossimo sarà di lunedì, per cui non è detto che ricada sempre sulle stesse persone.
Cercano di farci credere che lottare non serve, che lo sciopero è inefficace, che non vale la pena di fare nulla. Ma farci sentire rassegnati e impotenti è proprio l'obiettivo di chi distrugge e vuole avere le mani libere per farlo. Noi non vogliamo essere loro complici col nostro silenzio, per cui vi invitiamo a scioperare e a distribuire fuori da scuola un volantino che ne spieghi i motivi. Metteremo a disposizione qualcosa nel blog entro la prossima settimana.
Tra i documenti trovate intanto il volantino CGIL per il 25 ottobre.
venerdì 8 ottobre 2010
Imparare a sperare, non a sparare!
Una valutazione ancora peggiore riguarda la sostanza della proposta: libro e moschetto, balilla perfetto. Il libro sarà la Bibbia, visto che non ci sono soldi per il comodato d'uso dei libri di testo ma la Donazzan vuole regalare una Bibbia a tutti gli studenti del Veneto, e il moschetto sarà sostituito dalla pistola ad aria compressa. Così gli studenti non sapranno magari la matematica, ma potranno partire per una qualche guerra santa o, come si fa in America dove le armi e la loro pratica sono diffusissime, ammazzarsi un po' tra loro.
Postiamo il commento al riguardo di Pax Christi.
Non c’è futuro senza educazione alla pace
Nei licei della scuola italiana, già colpita da tagli e provvedimenti inaccettabili, stanno partendo corsi paramilitari, validi come crediti formativi, dal titolo “Allenati alla vita”. Sconcertati dall'incredibile decisione dei ministeri della Difesa e dell’Istruzione, intendiamo affermare che questa iniziativa risulta altamente dannosa perché estranea alla finalità della scuola e stravolge il contenuto del progetto “Cittadinanza e Costituzione” o quello di altre iniziative come “La pace si fa a scuola”. Tra i temi proposti, spiccano la cultura militare, armi e tiro, i mezzi dell’esercito, sopravvivenza in ambienti ostili e, addirittura, la difesa nucleare (concetto ormai improponibile nel panorama giuridico internazionale che, già nel 1963, Giovanni XXIII considerava assurdo, “alienum a ratione”; l’Italia, tra l’altro, ha ratificato il Trattato di Non proliferazione per il disarmo nucleare globale).
Siamo di fronte a una novità pericolosa, antiformativa e antipedagogica. Insegnare-imparare a sparare non è compito della scuola della Repubblica Italiana dove risplende l’articolo 11 della Costituzione e dove sono maturate ipotesi di difesa nonviolenta anche tramite corpi civili di pace che non vengono adeguatamente organizzati perché il governo preferisce investire 20 milioni di euro per la “mini naja” (progetto “Vivi la Difesa”, presentato come strumento di “cultura della pace”). Vengono così tagliati i finanziamenti al Servizio civile nazionale col rischio di far seccare le radici piantate negli anni ’85, ’92, ’98, 2001 e 2004 a favore della “Difesa civile non armata e nonviolenta”.
Chi lotta contro la piaga dei bambini soldato nei paesi in guerra non può accettare la nascita a casa propria degli "studenti guerrieri". Chi vuole contrastare il bullismo non può pensare di farlo in modo paramilitare. Nel clima attuale, basato sul governo della paura, tali progetti possono solo diffondere l’idea della violenza armata come strumento normale di soluzione dei conflitti (con la convinzione che la guerra è un sistema naturale e necessario di convivenza). Consolidano l’idea del nemico da eliminare. Alimentano i pregiudizi e ne creano di nuovi. Manipolano le emozioni. Porteranno molti a farsi legge da sé, a praticare la legge del più forte. Una scuola che accogliesse simili progetti non aiuterebbe certo i giovani a usare la forza della ragione anziché la ragione della forza.
E' bene ricordare il motto nonviolento: se vuoi la pace prepara la pace.
Nel respingere tali istanze, genitori, famiglie, dirigenti scolastici, docenti e alunni sviluppino programmi educativi collegandosi alla Tavola della pace (ad esempio “Ospita una persona: incontra un popolo” e “La mia scuola per la pace”, patto siglato il 4 ottobre 2007 tra Ministero della Pubblica Istruzione e il convento di Assisi); rilancino il programma degli “Interventi civili di pace per la prevenzione e trasformazione dei conflitti” (partito nel 2008 grazie a un accordo tra 7 associazioni, il Comune di Firenze e il Ministero Affari Esteri) e riprendano l’originaria impostazione di “Cittadinanza e Costituzione”.
In molti luoghi la scuola è e può essere ancora laboratorio di pace dove è possibile esplorare le mappe della nonviolenza, accostare volti ed esperienze, organizzare iniziative di solidarietà o riflessioni operative su bambini soldato, infanzia negata, dignità della donna, pena di morte, guerre dimenticate, mine antipersona, disarmo chimico o nucleare, malattie e accesso ai farmaci, immigrazione, diritto internazionale, acqua bene comune, commercio equo e solidale, sobrietà e nuovi stili di vita.
Il compito di una scuola seria e serena è quello di educarci alla pace come costruzione di una vita bella e buona, ricca di amicizie e di relazioni, animata dalla fresca energia della nonviolenza, aperta alla speranza. Non ci può essere futuro senza educazione alla pace.
Firenze, 26 settembre 2010
Pax Christi Italia
per contatti:
segreteria nazionale Pax Christi:
055/2020375 info@oaxchristi.it
http://www.peacelink.it/
mercoledì 6 ottobre 2010

Male hanno fatto i molti che non hanno partecipato perché ha tracciato un quadro interessante delle modifiche alla previdenza, delle ricadute che avranno sui lavoratori del settore pubblico e delle ragioni che stanno alla base delle nuove disposizioni.
Il somaro di cui sopra si interroga anche sul volantino che distribuiremo ai genitori prima dello sciopero di un'ora di venerdì 8 ottobre. Lo sciopero ha come finalità quella di rompere il muro di silenzio attorno alla scuola, e quindi raggiunge l'obiettivo se diventa occasione di fare informazione corretta.
Mettiamo quindi a disposizione il volantino: basta completare col nome della scuola e verificare che le affermazioni contenute siano corrette anche rispetto alla propria realtà.
martedì 5 ottobre 2010
Appuntamenti
Infine, e rispetto alla scuola non è fuori tema in questi tempi , venerdì 15 ottobre alle 20,30 a Palazzo Festari a Valdagno, Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, presenta il proprio libro Anche voi foste stranieri.
Ecco in dettaglio l'appuntamento di domani sera: Zugliano, presso la sala pubblica sotto le scuole elementari, qui la mappa, il Partito Democratico promuove un incontro di scottante attualità: quali sono le reali conseguenze della riforma Gelmini della scuola?
Ne parleranno Paola Pozza, insegnante di scuola primaria, Giacobbe Zanivan, dirigente scolastico e Roberto Fasoli, consigliere regionale del PD
A poche settimane dall'inizio dell'anno scolastico i primi sintomi della cancrena scientifica che il governo sta provocando all'istruzione pubblica cominciano ad essere visibili:
- classi sovraffollate
- riduzione del diritto alla scuola dell'infanzia
- studenti con disabilità senza sostegno
- eliminazione del tempo pieno
- meno ore di lezione
- taglio delle sperimentazioni nelle scuole superiori
- meno laboratori ed insegnamenti pratici
- abbassamento reale dell'obbligo di studio a 15 anni
lunedì 4 ottobre 2010
lunedì 27 settembre 2010
martedì 14 settembre 2010

Il nostro operoso Nordest assurge di nuovo agli onori delle cronache nazionali.
Purtroppo, anche stavolta per qualcosa di cui c'è poco da andare fieri.
Ad Adro è stato inaugurato un polo scolastico: nuovo di zecca, ha tutto tirato a lucido.
Specialmente il simbolo della Lega Nord inciso, serigrafato e dipinto su banchi, vetrate, tetto... perfino su cestini e portacenere. Vedere per credere.
Vengono in mente i Faraoni dell'antico Egitto.
Essi si ritenevano più dei che uomini, avevano potere di vita e di morte e mettevano la propria effige dappertutto. Evidentemente gli amministratori di Adro hanno la stessa presunzione e non li mette certo in crisi l'idea che non basta essere eletti per comportarsi come faraoni e che quelli che stanno usando sono soldi pubblici, sborsati anche da cittadini (pochi, peccato) che hanno idee politiche diverse dalle loro.
Cosa succederà, se mai ad Adro dovesse venire eletta un'amministrazione politica diversa?
Entreranno in azione gli scalpellini, come per Akhenaton?
Su qualcuno, purtroppo, la storia e la democrazia passano senza lasciare traccia.
venerdì 10 settembre 2010
Prosecuzioni e inizi

La prosecuzione è quella dei colleghi della scuola primaria di Cogollo del Cengio: come avevano promesso a giugno, hanno tenuto aperto il loro gazebo per tutti i sabati di luglio e agosto.
Hanno dato visibilità al problema della scuola e hanno informato i cittadini sulla situazione.
Gente tosta, i Cogolensi.
L'inizio, speriamo buono, è quello dei sindacati che, ascoltando le preghiere e i gemiti della base, hanno indetto un'iniziativa unitaria (e umanitaria, nei nostri confronti). Postiamo il contenuto del loro volantino.
CGIL – CISL – UIL – GILDA - SNALS
della provincia di Vicenza
chiamano
i lavoratori della scuola alla mobilitazione.
Verrà occupato simbolicamente
U.S.T. Ufficio 13 di Vicenza
(ex Provveditorato agli Studi)
in via Borgo Scroffa,2
Lunedì 13/09/2010
dalle ore 11,00 alle ore 13,00
Vi aspettiamo numerosi.
mercoledì 8 settembre 2010
C'è sempre bisogno di ridere e di saper guardare con occhi nuovi.
C'è sempre bisogno di libri - noi li amiamo - e questo video è anche una risposta ironica alla disposizione della Gelmini (circolare 16/2009) secondo la quale "a partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotterà esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista".
Chissà da quale schizofrenia è affetta, la ministra: a scuola li vuole eliminare ma nei mesi scorsi, assieme al Ministero per i Beni Culturali, ha investito cifre enormi comprando pagine e pagine di giornali per invitare la gente a leggere... (e tutti hanno veri libri tra le mani).
Speriamo che, questo video, lo veda anche lei!
http://tv.repubblica.it/
mercoledì 25 agosto 2010
Solidarietà ai colleghi di Palermo!
Sta per iniziare il terzo anno di lotta contro i tagli che stanno demolendo la scuola italiana. Noi, insieme a tanti colleghi e genitori di tutta Italia, vogliamo continuare la nostra presenza attiva a difesa della scuola. Per questo esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai colleghi di Palermo.
Lotta di classe a Palermo
PALERMO - Sciopero della fame a pieno regime per insegnanti e personale Ata, amministrativi tecnici e collaboratori, vittime di quest'ultima tornata di tagli rivolta al mondo della scuola. A Palermo, dal 14 agosto scorso, un presidio fisso di precari si è impiantato davanti gli uffici dell'ex Provveditorato, in via Praga, contro i nuovi tagli decisi dai ministri Gelmini e Tremonti. Per rimpinguare le casse dello Stato e alleggerire il peso di circa 5 mila statali in Sicilia (-1.784 Ata e -3.329 docenti), macelleria Italia ha aperto nell'isola dei nuovi punti vendita. Venerdì i precari della scuola siciliana saranno a Roma con una delegazione in piazza Montecitorio per dare forza a una protesta che non vuole e non può scemare.
venerdì 20 agosto 2010
La dura vita del supplente...
Non ci si consola con le disgrazie altrui, ma confrontarci con altre scuole a volte aiuta..... (l'articolo completo è pubblicato sul sito "retescuole" di cui trovate il link a lato) La scuola inglese vista da un insegnante italiano |
Un rapporto sulla scuola inglese, vista da un insegnante italiano |
sabato 14 agosto 2010
I care
Sarebbe graffiante non fosse che, ed è appunto questa una delle considerazioni dell'articolo, molti non si fanno più graffiare da nulla se non dal proprio immediato tornaconto.
Ne riportiamo alcuni passi.
"La seconda Repubblica nacque giurando di non intascar tangenti, di rispettare il bene pubblico, di debellare mafie e criminalità. Bastano tre cifre, invece, per dirci a che punto siamo arrivati. Nel nostro Paese, in un anno, l'evasione fiscale sottrae all'erario 156 miliardi di euro, le mafie fatturano da 120 a 140 miliardi e la corruzione brucia altri 50 miliardi, se non di più.
Il disastro etico è sotto gli occhi di tutti. Quel che stupisce è la rassegnazione generale, La mancata indignazione della gente comune.
Un sintomo da non trascurare.
Vuol dire che il male non riguarda solo il ceto politico.
Ha tracimato, colpendo l'intera società.
Prevale la "morale fai da te": è bene solo quello che conviene a me, al mio gruppo, ai miei affiliati. Il "bene comune" è uscito di scena, espressione ormai desueta. La stessa verità oggettiva è piegata a criteri di utilità, interesse e convenienza".
E' proprio così, e lo vediamo anche con la scuola.
Con l'attacco feroce a quello che è un bene comune.
Con la salvaguardia degli interessi di chi ha potere e viene protetto e tutelato.
Con chi dice che non gli interessa perché non ha figli, o perché i figli non sono più a scuola.
Con i colleghi che non si muovono se non vedono il proprio posto a rischio.
Con la realtà tradita, quando i media danno della scuola una rappresentazione bugiarda.
Ma noi, appunto, "siamo di un'altra scuola", e non sono le schiere degli Ignavi quelle che ci aspettano!
Qui sotto mettiamo il link per la lettura completa.
www.famigliacristiana.it/Informazione/News/articolo/la-morale-fai-da-te.aspx
sabato 31 luglio 2010
Il tono è leggero, la conclusione ironica.
Le riflessioni che contiene, però, non è che facciano tanto ridere.
http://www.vicenzapiu.com/?a=
lunedì 26 luglio 2010
- Un primo effetto della decisione del Tar: Negli istituti tecnici e nei professionali (vale a dire metà delle scuole superiori) dovranno essere rifatti gli organici, ossia il numero delle ore di insegnamento, quindi il numero delle cattedre e dei docenti necessari. Ne ha già preso atto lo stesso ministero della Gelmini che ha convocato a Roma i direttori scolastici regionali a cui ha detto: “Emaneremo una nuova circolare entro i primi di agosto, entro il 15 dello stesso mese dovrete definire i nuovi organici”. Potete trovare maggiori approfondimenti nel blog di Padova.
- Il ddl sulle intercettazioni, che molti in Italia stanno cercando di contrastare perché ostacola le indagini e imbavaglia l'informazione, contiene anche la norma per cui i blogger sono obbligati alle rettifiche entro 48 ore, pena pesanti sanzioni. In pratica li equipara a giornalisti, ma chi scrive un blog non ha nè le caratteristiche nè le risorse di chi lavora per un giornale. Inoltre, e noi lo possiamo testimoniare, in questi tempi di informazione addomesticata la rete è spesso uno spazio vitale per avere notizie e scambiare idee. Una misura del genere ha come finalità non dichiarata quella di impaurire chi scrive perché si tenga lontano da temi scottanti. Nessun problema quindi per i blog che danno ricette di cucina o si dedicano alla cura delle piante; qualcuno di più per chi parla di scuola e di società. Vi invitiamo dunque a sottoscrivere l'appello per la modifica di questa norma che trovate nel sito di Valigia Blu.
- Indipendentemente da come voi la pensiate sulla caccia, c'è da fare una considerazione che ci rigurda tutti: ci sono regioni, come il Veneto, che per favorire i cacciatori aumentano le specie che si possono uccidere o ampliano il calendario venatorio approvando leggi in deroga che sono in contrasto con la normativa europea. L'UE ritiene non abbia senso che alcune specie vengano protette e risparmiate in Europa per potere più agevolmente venire impallinate nel cielo del nostro operoso Veneto, per cui infliggono all'Italia pesanti sanzioni. Queste sanzioni non le pagano i cacciatori, quelli per i cui interessi sono state fatte le deroghe, le paghiamo noi tutti!!! E questo non è un costo sociale, un sostegno a delle fasce deboli di popolazione per cui, anche se tagliano la scuola e bloccano gli stipendi, uno stringe i denti e in nome della solidarietà si assoggetta. Pagare di tasca nostra perché qualche signore possa caricarsi nel suo Suv (o nella sua vecchia Uno, adibita specificatamente a questo scopo, fa lo stesso) ANCHE uccelli protetti, è davvero troppo. Nel sito della Lipu c'è un appello generale e tra i documenti da scaricare una lettera per i consiglieri regionali, dato che proprio Veneto e Lombardia sono le due regioni maggiormente scorrette. C'è poco tempo: la discussione in Regione sarà il 28 luglio!
mercoledì 21 luglio 2010
Come si dice in gergo calcistico, "e non è finita": i promotori intendono proseguire portando al Tar la documentazione relativa ai danni collettivi e individuali attuali e diretti causati dalle circolari stesse.
http://www.flcgil.it/notizie/comunicati_stampa/2010/luglio/il_tar_del_lazio_riconosce_le_ragioni_della_flc_cgil_il_ministro_gelmini_deve_prenderne_atto_e_agire_di_conseguenza
martedì 20 luglio 2010
Anche prima del pronunciamento, comunque, gli uffici scolastici regionali si stanno affannando a procedere comunque con l'applicazione della riforma e, in qualche caso, si adoprano perfino a peggiorarne gli effetti.
Anche noi ci affanniamo, pur se nel senso inverso, e pubblichiamo quindi l'elenco degli istituti che hanno approvato di due documenti per la primaria (vincolo quinquennale libri di testo ed eliminazione insegnanti specialisti d'inglese) di cui avevamo parlato nel post del 7 giugno scorso. Dove sono stati presentati, sono stati approvati pressochè all'unanimità e sono molte centinaia quindi gli insegnanti (e non) che li hanno sostenuti. I documenti e l'elenco delle approvazioni sono stati trasmessi al Miur e agli Uffici scolastici regionali e provinciali.
* Carrè Istituto Comprensivo (unanimità, collegio docenti del 25 giugno 2010)
* Dueville IC: lingua inglese (unanimità collegio docenti del 28 giugno 2010)
* Isola Vicentina IC (unanimità, collegio docenti del 16 giugno 2010)
* Malo, direzione didattica (approvati all'unanimità nel collegio dei docenti del 14/6/ 2010)
* Malo, IC collegio docenti del 24 giugno 2010, all'unanimità
*Piovene Rocchette IC (libri di testo: approvato in collegio docenti il 16 giugno 2010 con 80 voti favorevoli e 2 astenuti; documento su inglese: approvato in collegio docenti il 16 giugno 2010 con 79 voti favorevoli e 3 contrari)
* Santorso (inglese al collegio docenti della primaria, unanimità il 17 maggio 2010 - libri di testo al collegio docenti di tutto l'IC del 16 giugno 2010, unanimità). Il Consiglio di Istituto nella seduta del 24 giugno 2010 ha votato all'unanimità il sostegno al documento sull'inglese
* San Vito (consiglio interclasse “A. Manzoni” all'unanimità 16 giugno 2010)
* Schio, direzione didattica collegio docenti del 24 giugno 2010: libri di testo approvato con 51 favorevoli e 7 astenuti (insegnanti scuola dell'infanzia), inglese approvato con 50 favorevoli e 8 astenuti. Tutti e tre i documenti erano stati prima approvati anche dai consigli di interclasse delle scuole Cipani (Poleo), Marconi e Rosmini
* Schio IC Battistella (libri di testo: approvata in collegio docenti il 28 giugno 2010 con 5 astenuti e 2 contrari. Inglese: approvata in collegio docenti il 28 giugno 2010 con 2 astenuti)
* Schio IC Il Tessitore: il consiglio di istituto nella seduta del 30 giugno 2010 ha verbalizzato il proprio sostegno ad entrambi i documenti.
* Thiene direzione didattica: collegio docenti del 23 giugno 2010 (libri di testo: 80 favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti. Inglese: 76 favorevoli, 3 contrari e 5 astenuti)
* Valdagno, direzione didattica (collegio docenti direzione didattica 16 giugno 2010, unanimità)
* Verona IC 7 Stadio (collegio docenti del 26 giugno 2010: lingua inglese all'unanimità, libri di testo con 74 voti favorevoli e 4 astenuti)
* Vicenza IC n. 7 (assemblea docenti con 40 presenti: all'unanimità)
* Vicenza IC n. 8 (Collegio docenti, unanimità 15 giugno 2010)
* Vicenza IC n. 11 (libri di testo all'unanimità dal collegio docenti il 20 maggio 2010, documento inglese all'unanimità nel collegio docenti del 23 giugno 2010)
* Villafranca Padovana IC: collegio docenti del 26 giugno 2010, all'unanimità
* Villaverla IC (collegio docenti dell'11 giugno 2010. Presenti al collegio: 89 - Documento sui libri di testo esito votazione: astenuti 9; contrari :1; favorevoli 79 - Documento sulla lingua inglese : astenuti 3; favorevoli :86)
venerdì 16 luglio 2010
Riguardo a quest'ultima iniziativa, postiamo un articolo de Il mattino di Padova.
Università di Padova, contro i tagli
lo sciopero della fame dei ricercatori

E per informare la cittadinanza «Sulla condizione attuale degli atenei italiani e sui pericoli che ne minano la sopravvivenza» hanno scelto una forma di protesta poco chiassosa, ma che difficilmente passerà inosservata: sciopero della fame sul listòn. I pionieri della provocazione, che effettueranno la prima 24 ore di astensione dal cibo, si piazzeranno tra palazzo Moroni e il Bo.
Sono tre docenti del dipartimento di Chimica, la locomotiva del dissenso: la ricercatrice Chiara Maccato e i professori ordinari Maurizio Casarin e Giorgio Moro. «Cari colleghi», scrivono nel messaggio che annuncia la protesta «come auspicato nelle mozioni recentemente approvate dalla facoltà di Scienze e dal Senato accademico, riteniamo sia indispensabile informare l'opinione pubblica agendo in maniera incisiva. A tal fine ci facciamo promotori di un'iniziativa di sciopero della fame da parte di ricercatori e professori della nostra Università».
La lettera - sottoscritta anche dai docenti Lorenzo Franco e Alberto Gasparotto - dopo la critica al «Ministero che latita rispetto all'obbligo di definizione di procedure concorsuali», annuncia la protesta: «L'iniziativa consiste nella presenza pubblica per 24 ore nella piazzetta tra Comune e palazzo del Bo» previa sistemazione di una tenda, tavolino con sedie, strutture per esposizione di manifesti». I promotori chiedono ai docenti di impegnarsi a gruppi di tre per 24 ore filate. Di aderire allo sciopero ad oltranza che, ribadiscono, «Si svolgerà su base puramente volontaria».
Fischio d'inizio della protesta questa mattina alle 10: Maccato, Casarin e Moro saranno i primi tre a stazionare sul listòn un giorno ed una notte senza toccar cibo, consentita solo l'acqua per evitare collassi, data la calura. Rimarranno a disposizione dei cittadini, tenteranno di spiegare alla gente che cosa significa «ddl Gelmini» e «tagli al fondo di finanziamento ordinario dell'Università». Concetti che secondo i docenti devono travalicare le mura delle Università per riversarsi sulle strade.
Vogliono che tutti capiscano che se non c'è ricerca non c'è futuro. Tradurre uno slogan in realtà. La protesta che parte oggi da Padova investe sotto altre forme tutte le Università italiane. Ieri a Roma sono stati effettuati esami all'aperto, mentre stasera sarà la volta delle interrogazioni in notturna, «Perché la riforma Gelmini», dicono «mette su una strada professori e ricercatori e fa calare le tenebre sugli atenei». I professori protestano contro tagli, mancate assunzioni dei giovani, blocco dei compensi e per il ridimensionamento della figura del ricercatore.
giovedì 8 luglio 2010
Anche l'Italia è un po' Nottingham: vediamo bene Tremonti nei panni di un insaziabile Giovanni Senzaterra che spreme il popolo: specialmente i poveri, per dare ai ricchi. E lo sceriffo di Nottingham, che esegue ottusamente gli ordini e in più ci mette un bel po' di cattiveria di suo? Mah, vedete voi...
Ma chi l'avrebbe detto che a vestire i panni dell'arciere ribelle si sarebbe messo il compassato Tuttoscuola?
E quel silenzio assordante sulla franchigia per i dirigenti
Non compare in alcun emendamento, a nostra conoscenza, la proposta - avanzata da Tuttoscuola - di eliminare, o quanto meno ridurre, la franchigia che protegge da riduzioni lo stipendio dei dirigenti statali fino a 90 mila euro (mentre per il personale della scuola non c’è alcuna franchigia). Una misura che porterebbe nelle casse dello Stato 6,9 miliardi in tre anni (in caso di eliminazione della franchigia; la metà se la si dimezzasse, per esempio lasciandola solo per i redditi fino a 45 mila euro). Risorse che consentirebbero di ripianare i debiti delle scuole, pagare le supplenze, recuperare pienamente il 30% per la carriera e almeno una parte degli scatti di anzianità (30% e scatti valgono insieme 4,2 miliardi).
Il Governo, almeno finora, non ne fa menzione; non si ha notizia di emendamenti in questo senso da parte della maggioranza, ma neanche da parte dell’opposizione; i sindacati tacciono su questa proposta. Come mai?
Eppure sarebbe un intervento tecnicamente facile da realizzare, nella direzione dell’equità (si richiederebbe alla classe dirigente un sacrificio percentualmente simile a quello richiesto ad altre categorie). Certo, far digerire un taglio significativo e non solo “di facciata” (come è attualmente nella manovra) ai grand commis non deve essere semplice; e poi a quel punto ci si aspetterebbe che la franchigia fosse tolta anche ai parlamentari, quando si procederà alla riduzione dei loro stipendi, che i presidenti di Camera e Senato dovranno deliberare entro la fine dell'anno. Sarà mica per questo? Si sa, a pensar male si fa peccato, ma…
Tuttoscuola News n. 448 del 5 luglio 2010
lunedì 5 luglio 2010
Basta con questi precari!
Eppure questi precari continuano, noiosi come vuvuzela: per protestare contro i tagli hanno addirittura proclamato per il 15 luglio dalle 9 alle 21 un sit in in piazza Montecitorio e un'assemblea nazionale a Roma.
Riteniamo quindi di fare loro cosa grata segnalando un simpatico articolo de L'Espresso: il ministro Michela Brambilla ha messo ai vertici dell'Aci (posizione che supponiamo adeguatamente retribuita), tre giovani impegnati e capaci: il suo fidanzato, il figlio dell'onorevole La Russa e quello del consulente berlusconiano Bruno Ermolli.
Basta, dunque, con le lamentele disfattiste e le proteste antigovernative: se si guardano attorno e ci mettono un po' di buona volontà, i precari possono ben vedere che, anche se hanno perso il posto a scuola, soluzioni interessanti e remunerative sono alla portata di tutti.
espresso.repubblica.it/dettaglio/brambilla-una-mano-ai-giovani/2129925
venerdì 2 luglio 2010
Meno male...
Ma c'è almeno una consolazione: abbiamo un governo molto pio.
Pier Paolo Zaccai, consigliere provinciale Pdl a Roma, ieri ha dato in escandescenze dopo un festino con cocaina e transessuali. Ma è stato socio fondatore dei Cavalieri di Anco Marzio, una fondazione che opera in ambito cattolico e da sempre, come politico, ha prestato particolare attenzione ai temi della famiglia e della sicurezza urbana, spingendo sulla lotta alla droga e alla prostituzione. Sono molte le sue foto con porporati, e addirittura col papa, e gli si può ben perdonare una piccola incoerenza.
Giuliana Bondi, su La Repubblica di mercoledì, segnala in una lettera che nell'istituto per il Turismo dove insegna sono state dimezzate le ore di lingue (lingue... in un istituto per il turismo...) e materie tecniche, ma le ore di religione per fortuna non sono state sfiorate.
Ci sono stati nella scuola decine di migliaia di posti tagliati, ma gli insegnanti di Religione Cattolica sono l'1,5% in più rispetto al 2009 (dati Miur dal dossier annuale sulla scuola pubblica)... (pubblica, sì, abbiamo detto pubblica...)
Diminuisce il tempo scuola, calano le ore per le discipline. E' un peccato, ma se non altro il Miur ha stipulato un accordo con Biblia (Associazione Laica di cultura biblica) per cui dall'anno prossimo le scuole secondarie potranno promuovere "la conoscenza della Bibbia all' interno delle diverse materie con percorsi interdisciplinari. Verranno offerti strumenti didattici e impiegate persone competenti per mostrare ai ragazzi come il testo sacro ha permeato opere letterarie, filosofia, arte, storia ed è vivo in esse". Ovviamente "senza intaccare le ore di religione", per carità. (Approfondimenti nel link di Giuliano, in basso a destra).
E poi, i diritti dei precari sono stati spazzati via. Anzi, sono stati spazzati via addirittura i precari in carne ed ossa. Ma agli insegnanti precari di religione, e solo a loro, sono stati riconosciuti gli scatti di anzianità: 2,5% per ogni biennio a partire dal 2003.
Quindi, vedete, vi diamo qualche piccolo motivo di corruccio ma ben più sostanziosi e significativi motivi di consolazione.
lunedì 28 giugno 2010
Presenze, scritti, voci dalla scuola che non è finita
Postiamo la lettera che i docenti dell'IC Pittarini di Fara (VI) hanno scritto in merito ai danni prodotti dalla "riforma" e segnaliamo il link dell'intervista che Libera TV ha fatto a Manuel, insegnante precario di Mestre.
Al Sindaco del Comune di Fara Vicentino
Al Sindaco del Comune di Salcedo
All’assessore provinciale alla scuola, rapporti con il provveditorato, lavoro, formazione professionale, servizi per l'impiego di Vicenza
Alla Giunta Provinciale di Vicenza
All’assessore regionale all' Istruzione, alla Formazione e al Lavoro del Veneto
Al Presidente della Regione Veneto
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Alla redazione del “Giornale di Vicenza”
Vera democrazia è rafforzare la fiducia
I docenti dell’IC “Pittarini” di Fara Vicentino ritengono di dover manifestare pubblicamente la loro profonda amarezza nel constare alcune situazioni venutesi a creare nel recente periodo:
- Il Ministro dell’Istruzione Gelmini ha imposto una decurtazione generale del personale che comporterà in sede locale la perdita di ben cinque insegnanti nella nostra scuola primaria. E’ un numero rilevante per un Istituto di piccole dimensioni come quello a cui apparteniamo;
- Già lo scorso anno, sempre per responsabilità diretta del Ministero, e dunque di chi ha la responsabilità politica dello stesso, alcune materie della scuola secondaria di primo grado hanno avuto una decurtazione pari a un terzo dell’orario curricolare;
-Infine, ancora per le disposizioni impartite dall’attuale Ministro, si arriverà nel prossimo anno scolastico a chiudere una classe prima della scuola primaria. Ciò ha comportato una conseguente discussione sulla scelta della localizzazione della futura classe prima unica, se nel comune di Fara o di Salcedo, che ha prodotto difficoltà tra i cittadini e indubbie tensioni. Queste si sono talora scaricate contro chi ha solamente il compito di applicare una norma decisa da altri: i dirigenti scolastici regionali, provinciali e locali non possono che applicare quanto deciso dal Ministro.
Norberto Bobbio ha scritto che “una democrazia per rafforzarsi ha bisogno della massima estensione del rapporto di fiducia reciproca fra i cittadini”.
Quando chi amministra non lavora per la crescita della fiducia e invece crea situazioni in cui si generano sfiducia e contrapposizione, non fa crescere il senso democratico dei cittadini e non dà un buon esempio a quei cittadini in formazione che sono gli alunni dell’Istituto nel quale lavoriamo.
Come insegnanti impegnati anche nell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, riteniamo nostro dovere far conoscere pubblicamente a Istituzioni e famiglie queste nostre meditate considerazioni in merito.
Fara Vicentino, 22 giugno 2010
www.libera.tv/videos/314/precari-della-scuola-mobilitati-ma-invisibili.html
sabato 26 giugno 2010
Il TAR del Lazio sospende l’efficacia delle circolari della Gelmini sulle iscrizioni nelle scuole secondarie, sugli organici di ogni ordine e grado e sulla mobilità
La decisione è di ieri, a seguito del ricorso sottoscritto anche da insegnanti della nostra zona! Nel blog di Padova (link sotto a destra) l'informazione completa.Chissà se la Gelmini continuerà a dirsi BRAVA BRAVA come nel video che ci hanno segnalato...
http://www.youtube.com/watch?
venerdì 25 giugno 2010
L'Assemblea difesa scuola pubblica ne sta tenendo un altro, da mercoledì 22 e fino a domenica sera, all'interno di Festambiente a Vicenza.
Segnaliamo che su Il Gazzettino, il Giornale di Vicenza e il Corriere del 23 giugno sono usciti gli articoli relativi agli argomenti trattati in conferenza stampa.
martedì 22 giugno 2010
Non è finita per chi continuamente la attacca e la allontana dalla Costituzione, non è finita per chi cerca di difenderla. Vi diamo qualche notizia su ciascuno dei due fronti, ma prima facciamo un po' di utile ripasso storico.
“è un figlio del popolo venuto dalla miseria. E’ l’uomo più grande e più buono del mondo. Egli in un decennio ha fatto diventare l’Italia la prima nazione del mondo”
(“Libro Fascista del Balilla“, Vincenzo Meletti, adottato nelle scuole nel ‘34)
Arriveremo probabilmente a questo, dato che la Gelmini nel Giornale di domenica scorsa dice che il berlusconismo è una conquista per il paese e che lei vuole che si affermi nella cultura, nella scuola, nell'università.
La Goisis non è da meno: lei e il governo che rappresenta hanno ridotto la scuola senza neanche i soldi per il normale funzionamento e hanno decurtato talmente l'orario scolastico (27 ore vuol dire 23 e mezzo di scuola, al netto di ricreazione e religione) che non si sa più come farci stare decentemente le materie: chi lavora alla primaria sa di cosa parliamo.
Ma la prossima settimana la commissione cultura discuterà il suo disegno di legge: insegnare nelle scuole geografia locale (“l'altra” geografia, invece, è fortemente snobbata) e dialetto "anche mediante attività di ricerca laboratoriale in ambienti ipermediali"... senza dimenticare "azioni teatrali, anche in dialetto, mostre documentali, convegni e pubblicazione di monografie". Per fare questo (in quali ore? al posto dell'italiano, probabilmente) propone di stanziare 100 milioni di euro l'anno, molto più di quello che la scuola ha avuto nel 2008 per il suo funzionamento.
L'altro fronte: ieri a Vicenza c'è stata una conferenza stampa in cui abbiamo fornito alcuni elementi sulla situazione e abbiamo fatto il punto dei quattro documenti che stanno girando per scuole e Consigli di Istituto (bilanci, vincolo libri di testo e insegnamento inglese nella primaria, riforma delle superiori).
Il 15 giugno c'è stato a Vicenza il forum scuola del Pd con Roberto Fasoli, che da sempre segue questi temi e che ha chiesto informazioni e proposte.
Lo sciopero degli scrutini ha avuto notevole successo e speriamo sia servito a far riflettere i genitori su quello che sta accadendo.
L'associazione NonUnodiMeno ha promosso un appello al quale vi invitiamo ad aderire.
Le forze sono impari, ma ricordiamo di nuovo che “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”.
giovedì 17 giugno 2010
Informiamo i genitori!
Non si deve perdere questa occasione per dare loro alcune informazioni, quelle che per televisione non sentiranno mai.
Gli argomenti?
C'è solo l'imbarazzo della scelta.
I tagli agli insegnanti...
L'impoverimento dell'offerta per gli alunni...
Le ore di scuole che diminuiscono...
I bilanci dell'istituto in sofferenza...
Le ore sottratte ai progetti per tappare i buchi delle supplenze...
Ogni scuola può scegliere il campo più significativo. E basta una lavagna. Non occorrono commenti, perché i dati si spiegano da soli.
E se non sono gli insegnanti a dare informazioni sulla propria scuola, chi dovrebbe darle?