Dal sito Rete Scuole parte l’idea, per contrastare la cattiva informazione a proposito della scuola italiana, di scrivere un Libro bianco su ciò che nella nostra scuola pubblica di oggi, oggi, grazie soprattutto alla Riforma Gelmini, non va. La maggioranza dei media del nostro Paese, a proposito della Riforma Gelmini, parlano di “un intervento eccellente, che taglia i costi e introduce la scuola del merito”. Questo è quello che, quotidianamente, viene fatto passare all’opinione pubblica. Insieme a un attacco senza precedenti ai docenti di ogni ordine e grado, additati come “fannulloni”. Di fronte a questa menzogna, l’idea di Rete Scuole è quella di invitare docenti e genitori degli alunni e degli studenti italiani a scrivere insieme un libro bianco sulla scuola. SI tratta di una campagna di monitoraggio che coinvolgerà tutte le scuole italiane, e che metterà nero su bianco tutto quello che sta accadendo nei diversi livelli scolastici, dalle elementari, alle scuole secondarie di secondo grado. Quali sono le trasformazioni che la attuale riforma sta provocando nella scuola? Come sta cambiando la qualità dell’insegnamento e il benessere della popolazione scolastica? Servirà davvero a rendere la scuola più efficiente, oppure solo a risparmiare soldi, riducendo un servizio pubblico fondamentale per lo sviluppo del Paese? A tutte le scuole italiane viene proposto un questionario: si richiedono il numero di allievi per classe, il personale in esercizio effettivo e quello precario, le ore di sostegno effettivamente elargite, fino ai bilanci della scuola. I dati raccolti verranno poi rielaborati statisticamente e diventeranno oggetto del Libro bianco sulla riforma. Facendo il confronto anno dopo anno, e con l’anno precedente alle nuove modifiche, si potrà effettivamente monitorare se e come è cambiata la qualità della scuola. Insegnanti, genitori, ATA, sono chiamati tutti a collaborare: basta collegarsi al sito internet http://www2.scriviamolascuola.info, oppure scaricare i moduli in pdf.
giovedì 24 dicembre 2009
facciamo sentire la nostra voce
martedì 15 dicembre 2009
"Superati i limiti di delega". Oggi vertice al ministero per valutare un rinvio delle iscrizioni
I sindacati a Mariastella Gelmini: ora posticipare di un anno il riordino scolastico
Riforma delle scuole superiori
Lo stop del Consiglio di Stato
Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini
ROMA - Stop del Consiglio di Stato alla riforma delle scuole superiori che, nell'intenzione del ministro Mariastella Gelmini, dovrebbe partire dal prossimo anno scolastico. Il Consiglio di Stato contesta che i Regolamenti emanati dal ministro vanno ben al di là della delega concessa dal Parlamento. Meno ore, meno materie, con l'obiettivo di ridurre i costi ed il personale non rientrano nella delega che prevede, secondo i magistrati, "la sola ridefinizione dei curricula vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e relativi quadri orari".
Il secondo punto riguarda la creazione dei Dipartimenti scolastici per la valutazione che porterebbero alla cancellazione di fatto dei collegi dei docenti, in contrasto con la legge sull'autonomia scolastica. Il Consiglio di Stato, la sentenza è dello scorso 9 dicembre, chiede al ministero di chiarire i punti contestati e si riserva il giudizio definitivo. Ma il tempo è tiranno. Sono alle porte le vacanze di Natale, le commissioni parlamentari di Camera e Senato dovranno prendere visione e valutare il nuovo testo dei regolamenti. E il termine ultimo per le iscrizioni al nuovo anno scolastico è stato già fissato al 27 febbraio 2010. Il rischio è che tutto slitti all'anno scolastico 2011-2012. Che qualche problema ci sia è confermato dall'unica notizia che trapela da viale Trastevere: stamattina summit al ministero per decidere l'eventuale slittamento della scadenza delle iscrizioni alle superiori.
Il Consiglio di Stato ha, infatti, invitato il ministero ad alcuni chiarimenti sui tre schemi di regolamento approvati in prima lettura dal consiglio dei ministri e attualmente all'esame delle commissioni parlamentari, riservandosi "la facoltà di disporre l'audizione del Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero, nonché del dirigente generale competente all'istruttoria del regolamento". Nel frattempo il Consiglio ha sospeso l'emanazione del parere.
Alla luce dei chiarimenti chiesti e considerando che le Commissioni parlamentari non hanno ancora espresso i richiesti pareri che, comunque, dovranno ora tenere conto del pronunciamento dei magistrati, dal fronte sindacale arriva la richiesta di rinviare di un anno il debutto della riforma.
"Avremmo di certo preferito che tale blocco fosse stato determinato dalla ferma e dilagante opposizione di docenti, Ata, studenti e genitori: ma in ogni caso - afferma Piero Bernocchi portavoce dei Cobas - accogliamo positivamente tutto ciò che ci dà tempo affinché tale protesta e tale lotta si sviluppino al massimo nei prossimi mesi, verso una sonora bocciatura di una controriforma che distruggerebbe le superiori e ulteriormente immiserirebbe l'intera scuola pubblica italiana".
"Ribadiamo ora con maggior forza - dice il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - che è il caso di fermarsi, rinviando di un anno l'entrata in vigore dei regolamenti: di ascoltare le ragioni di quanti non hanno condiviso merito e metodo del riordino della scuola secondaria superiore; è necessario rimuovere i tagli e, solo a questa condizione, riprendere le fila per una vera riforma che necessita non di tagli ma di investimenti, di tempo per l'ascolto e il confronto vero". Stessa richiesta dalla Gilda. "Le osservazioni formulate dal Consiglio di Stato - dichiara il coordinatore Rino Di Meglio - rilevano, in sostanza, che non esistono le condizioni adatte per procedere con l'applicazione della riforma voluta dal Governo".
(15 dicembre 2009)
martedì 8 dicembre 2009
Partiamo con una notizia dell'Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale
Roma, 5 dic - ''Siamo particolarmente soddisfatti della consapevolezza e responsabilita' manifestate dal Governo e dal Gruppo del Pdl nel prevedere il reintegro totale dei fondi destinati alle scuole paritarie, pari a 130 milioni.
La proposta, avanzata sin dall'inizio del percorso legislativo di approvazione della Finanziaria da un nutrito gruppo di parlamentari del Popolo delle Liberta', ha trovato oggi risposta positiva nei lavori della commissione Bilancio dela Camera''.
Lo affermano in un comunicato comune i deputati del Pdl Maurizio Lupi, Gabriele Toccafondi, Renato Farina e Raffaello Vignali.
Si tratta, sottolineano di ''un segnale di attenzione molto importante manifestato dai ministri Tremonti e Gelmini, ai quali va il nostro riconoscimento. Il fatto poi che tutti i gruppi in commissione hanno chiesto il reintegro totale e' segno tangibile che questo e' il momento in cui lavorare sulla parita' scolastica''.
Togliere risorse alla scuola pubblica (e pazienza se funzionava bene) a beneficio di quella privata è un obiettivo ormai del tutto esplicito di questo Governo.
Noi, a differenza dei parlamentari citati dall'agenzia, non possiamo dirci soddisfatti.
Per venerdì prossimo la C.G.I.L. ha proclamato lo sciopero generale di tutti i settori della conoscenza. Pubblichiamo di seguito il comunicato del Comitato Per la Scuola della Repubblica, che in pieno condividiamo.
“Per la Scuola della Repubblica”
Tel. 06 3337437 –– telefax 06 3723742
e-mail scuolarep@tin.it
sito www.scuolaecostituzione.it
Il Comitato Per la Scuola della Repubblica aderisce allo sciopero dell'11 dicembre. I punti individuati nella piattaforma convergono nel sottolineare la clamorosa operazione di disinvestimento non solo economico ma anche culturale che questo governo sta operando sulla scuola dello Stato, nonché la violazione sistematica di alcuni tra i diritti esigibili che più segnatamente rendono un Paese democratico: il diritto al lavoro e il diritto allo studio, entrambi veicolo di emancipazione individuale e collettiva e di crescita civile ed economica.
Auspichiamo che tali punti possano rappresentare l'inizio di un momento di significativo confronto del più grande sindacato italiano con quella parte del sindacalismo di base che - siamo certi - condivide teoricamente le istanze e le motivazioni di questo sciopero. Confronto e condivisione che - nelle realtà scolastiche, nelle associazioni e nei movimenti - di fatto rappresenta un elemento di garanzia e di dialettica positiva. E' solo attraverso una reale sinergia su grandi battaglie civili e politiche, oltre che sulla comune centralità del dettato costituzionale, che si può creare un movimento incisivo e capace di convogliare energie sane ed elaborazione democratica, necessari in questo momento più che mai
Roma 7 dicembre 2009
giovedì 3 dicembre 2009
Pubblichiamo il comunicato stampa che il Collettivo Studenti per la Scuola Pubblica di Vicenza ha emanato. In esso esprime dissenso nei confronti dell'iniziativa "Incontro" fiera sul lavoro , formazione e orientamento che si sta svolgendo alla fiera di Vicenza. Oggi sono stati presenti in fiera con i volantini e hanno inoltrato il comunicato stampa a tutte le testate giornalistiche locali con l'invito ad essere pubblicati.
Il Collettivo Studenti per la Scuola Pubblica di Vicenza esprime la propria indignazione per l'ennesima buffonata creata e organizzata ad hoc dalle aziende di Confindustria, dalle grandi banche, dagli atenei universitari e dalle agenzie interinali che sono presenti in questi due giorni alla Fiera di Vicenza con l’appoggio di Provincia e Regione (in particolare gli assessori Martini e Donazzan).
La crisi ha reso palese che le risorse ci sono quando si tratta di foraggiare le grandi banche e le imprese dei padroni. Noi la crisi non la vogliamo più pagare, perché abbiamo pagato fin troppo. Perché è una crisi strutturale dei meccanismi del capitalismo. Che comincino a pagare i padroni con le loro imprese, le banche e i grandi capitali finanziari; che comincino a restituire il maltolto accumulato negli ultimi anni, con gli interessi! L’hanno creata loro la crisi, non noi.
Oggi tutti noi studenti siamo precari in formazione, perché la scuola non ci offre nessuna futura garanzia lavorativa. Dopo anni di studi ci aspetta un futuro da precari!
Alla Fiera “Incontro” - organizzata da Provincia di Vicenza e Regione Veneto - sono presenti con un sorriso le stesse grandi banche, le stesse aziende e le stesse agenzie interinali che stanno “precarizzando” le nostre vite; tutti questi bei personaggi che non potranno far altro che proporci un futuro da precari.
Tra gli espositori alla fiera troviamo anche i commilitoni delle truppe imperialiste che stanno occupando l’Afghanistan. La guerra in Afghanistan ha provocato la morte di oltre 40 mila vittime, in particolar modo civili inermi. La spedizione militare è costata ai lavoratori italiani (in termini di contributi) oltre due miliardi e mezzo di euro e nel 2010 sono previste spese militari per 23,5 miliardi di euro, cifra che equivale all’1,5% del Pil, tutti investimenti sottratti all’istruzione pubblica.
In questo “Incontro” si nasconde ciò che è il mondo reale e ci vengono raccontare finte storielle sulle grandi opportunità che ci aspettano quando il presente e il futuro sono fatti di: tagli alle scuole per 8 miliardi di euro, precarietà per noi e per migliaia di lavoratori della conoscenza, licenziamenti di decine di migliaia di persone in tutte le aziende ma in particolare più di 150mila posti in meno tra insegnati e personale ATA.
Noi non ci rassegniamo a vedere calpestati i nostri diritti e il nostro futuro: vogliamo una scuola di qualità e non essere schiavi di nessun padrone; vogliamo che il diritto allo studio sia realmente garantito attraverso l’accesso libero, senza numero chiuso o programmato all’università, la riduzione dei costi dei libri, delle tasse e degli affitti per gli alloggi.
Riteniamo che debbano essere abrogate le leggi Gelmini ed Aprea e ripristinati i fondi tagliati. Chiediamo che vengano reintegrati tutti gli insegnanti precari e i lavoratori ATA che non si sono visti rinnovare il contratto.
RIVENDICHIAMO una scuola e un’università PUBBLICA, LAICA, GRATUITA E DI MASSA, finanziata soprattutto con i soldi che ora vanno alle scuole private e alle spese militari.
Vicenza , giovedì 3 dicembre 2009
Collettivo Studenti per la Scuola Pubblica
lunedì 30 novembre 2009
Le schede sono già da tempo disponibili nei blog dell'Assemblea di Vicenza e del Nogelmini di Padova. Quello che chiediamo a chi lavora o ha i figli che frequentano scuole dell'Alto Vicentino è di informarsi se la propria scuola sia già stata "mappata" e, in caso contrario, di aiutarci nella rilevazione. I dati non sono molti, è possibile compilarla anche in modo parziale, e spesso facendolo si ha qualche sorpresa. Noi ci troveremo mercoledì sera per fare un po' di inventario dei vari istituti della nostra zona (Schio, Santorso, Thiene, Torrebelvicino...). Prima e dopo, contattateci senza problemi se volete chiarimenti o per farci sapere a che punto siete.
giovedì 26 novembre 2009
Dall'art 34 della Costituzione italiana:
La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
Ci sono in questi giorni notizie diverse che riguardano la legge di bilancio 2010: chi dice che in pratica è stata eliminata la gratuità dei libri di testo per la scuola primaria, chi dice che verrà a mancare il trasferimento statale alle Regioni per la fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo a studenti, in fascia dell'obbligo, della secondaria appartenenti a famiglie con basso reddito.
Per completezza d'informazione, mettiamo sotto entrambe le versioni: quella del Comitato Nogelmini di Padova (con volantino relativo) e quella di Retescuole.
Quello che rimane comunque certo, e purtroppo non è cosa nuova, è che a questo governo la scuola pubblica non sta a cuore. Sembra, anzi, che le abbia giurato vendetta. Le richieste dei genitori che mandano i propri figli alla scuola pubblica vengono ignorate. Invece si ascoltano quelle delle scuole private perché, in questo caso ed evidentemente solo in questo, è giusto che i genitori possano scegliere.
Il governo ha tagliato il finanziamento ai Comuni per i libri che ogni anno vengono passati gratis a tutti i bambini delle elementari e per i libri offerti in comodato d’uso agli studenti delle superiori: erano 103 milioni di euro, l’ultima volta che il governo di Romano Prodi aveva finanziato questa voce. E lo aveva fatto per tre anni: dal 2007 al 2009. Il 2009 sta finendo e dal prossimo anno i soldi per la stessa voce non ci sono più! La sorpresa arriva dalla lettura della legge di bilancio 2010 attualmente in discussione alla camera.
Tutto questo a fronte delle affermazioni del ministro Sacconi, che solo l’altro ieri ha dichiarato: ''Ci sarà un'integrazione di stanziamenti della Legge Finanziaria per quanto riguarda le scuole paritarie, in modo da garantire qui ed ora questa scelta plurale''. Come dire: sottraiamo ulteriori risorse alla scuola pubblica per regalarle alle scuole private!
Se questo nuovo taglio non verrà modificato, si tratterà dell’ennesimo scippo ai danni dei genitori che mandano i propri figli alla scuola pubblica.
Il giallo della gratuità dei libri di testo delle elementari.
di Tuttoscuola (inserito da gabry)Il giallo della gratuità dei libri di testo delle elementari.
Nelle ultime ore si sono rincorse voci contrastanti e critiche al governo relativamente alla soppressione della gratuità dei libri di testo per gli alunni della scuola primaria che sarebbe contenuta nella legge finanziaria in corso di approvazione in Parlamento.
L'on. Manuela Ghizzoni del Pd ha parlato di scippo di 103 milioni di euro a danno degli alunni della primaria e ha chiesto al ministro Gelmini di ripristinare i fondi già previsti.
Un comunicato della Cisl-scuola ha invece precisato che, a suo parere, i 103 milioni di euro di cui si sta parlando non riguarderebbero la scuola primaria - per la quale una legge del 1964 assicura la gratuità - bensì la scuola secondaria di I grado e il biennio dell'obbligo nella superiore.
Un comunicato del Miur ha assicurato che per il 2010 i fondi per la gratuità dei libri di testo agli alunni della scuola primaria sono assicurati.
A questo punto è rimasta, tuttavia, l'incognita di quel taglio di 103 milioni per fornitura di libri di testo. Quale settore riguarda?
Abbiamo verificato la questione e abbiamo rilevato che i 103 milioni di euro (più precisamente, 103.291.000) costituiscono da diversi anni il fondo da assegnare alla Regioni per la fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo a studenti, in fascia dell'obbligo, della secondaria appartenenti a famiglie con basso reddito.
Nell'ultima assegnazione effettuata, 77.468.250 euro sono stati destinati a sostegno di alunni della secondaria di I grado e 25.253.000 per quelli del biennio delle superiori per totale complessivo, appunto, di 103,291 milioni di euro.
mercoledì 18 novembre 2009
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo documento che gira tra ispettori/dirigenti di “buon senso” in sostegno di Simonetta Salacone, dirigente del 126° Circolo di Roma ”Iqbal Masih” e tra gli artefici del Comitato “Non rubateci il futuro”, in prima linea contro lo smantellamento della scuola pubblica, ma proprio per questo sotto procedimento disciplinare.
Simonetta Salacone è sotto procedimento disciplinare per aver attuato due principi costituzionali: la libertà d’insegnamento dell’art. 33 e l’autonomia scolastica riconosciuta dal nuovo Titolo V (art. 117).
Simonetta Salacone ha fatto la storia della scuola elementare, da sempre costruendo una scuola di qualità in un quartiere popolare, recentemente affermando e difendendo le buone ragioni del tempo pieno dall’assalto dei guastatori di tutte le specie.
Simonetta Salacone è la storia della scuola elementare di eccellenza, - che resterà nel tempo e che non potrà mai essere distrutta dall’azione reazionaria e meschina di un ministro o dei suoi servi sciocchi.
Ma nel breve periodo può essere umiliata e offesa.
Non per quello che è – e che non può essere scalfito – ma per quello che rappresenta: la vitalità creativa della buona scuola, la sua autonomia e la sua capacità di rispondere selettivamente ai bisogni di tutti e di ciascuno, ponendosi per ciò stesso in conflitto con l’autoritarismo bieco e ottuso del regime incombente che vuole tutti ubbidienti e supplici.
Perciò difendo Simonetta.
Non tanto e non solo per l’atto che le viene contestato, e che non mi interessa qui neanche prendere in considerazione, quanto e soprattutto per il significato di questo procedimento disciplinare. Che formalmente è contro di lei, ma che sostanzialmente è un attacco alla libertà di ricerca, sperimentazione e approfondimento culturale che la nostra scuola si è conquistata negli anni.
È un attacco a tutti noi che ancora crediamo in questa scuola e nella sua ragion d’essere.
Le parole forse non bastano, ma tacere è impossibile di fronte a tale pericolo.
Facciamo sentire la nostra voce, forte e chiara.
La scuola dell’autonomia e della libera ricerca è un bene che non può andare perduto.
Alberto Alberti - Roma, 14 novembre 2009