venerdì 24 febbraio 2012

Domani a Vicenza ci sarà un'iniziativa contro l'acquisto degli F-35, spreco enorme e scelta che riteniamo sbagliata e di cui abbiamo parlato anche in passato Diamo alcune informazioni su promotori e orari.

Campagna “Taglia le ali alle armi” promossa da Sbilanciamoci!, Tavola della Pace, Rete
Italiana per il Disarmo con il sostegno di UNIMONDO, GrilloNews e Science for Peace

Chiediamo al Governo Monti di non procedere all’acquisto dei 131 caccia bombardieri Joint Strike
Fighter F-35 già prenotati dal precedente governo Berlusconi. Non possiamo permetterci questi sprechi.

25 febbraio

giornata di mobilitazione nazionale

“100 piazze d’Italia contro i caccia F-35”.

Vicenza

Dalle 9 alle 19: gazebo per la raccolta firme in Piazza Castello
Ore 15.00: presidio silenzioso davanti alla Caserma Ederle
Ore 16,30: momenti di riflessioni e testimonianze
in piazza Esedra, davanti al busto di Gandhi
Interventi di:
Sergio Bergami, presidente del MIR
Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento
rappresentanti di gruppi locali


Info: casaperlapace@gmail.com

mercoledì 15 febbraio 2012

4000 POSTI DI LAVORO SFUMATI.........

da tuttoscuola.com


Respinto l'emendamento Pd al Milleproroghe
Pensioni: niente vecchie regole per i prof

I prof continueranno ad essere 'discriminati' sul piano pensionistico. Non e' passato, infatti al Senato, in commissione Affari Costituzionali e Bilancio, l'emendamento del Pd che prevedeva la possibilità per i docenti che matureranno i requisiti per la pensione entro il 31 agosto prossimo di lasciare il lavoro con le vecchie regole così come hanno potuto farlo i dipendenti pubblici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre scorso.
"Si trattava di una soluzione resa necessaria dalla specificità della scuola - sottolineano le parlamentari pd - e dei ritmi che la governano che sono cadenzati sull’anno scolastico e non su quello solare. Per pochi voti non è stata approvata una modifica, che lo stesso governo aveva valutato necessaria dando parere positivo ad un nostro Odg alla Camera".
"Stupefacente l’atteggiamento della Lega che ha votato contro questa misura - concludono Bastico e Ghizzoni - La verità è che mentre nelle piazze il Carroccio sbraita contro il governo e dice di voler difendere i pensionati, nei Palazzi non perde occasione per affossare interventi concreti per il superamento di alcune criticità della riforma Fornero”.
In questo modo i 4.000 docenti interessati slitteranno automaticamente nel nuovo sistema disegnato dal governo Monti con un ritardo netto della loro pensione. Lega, Pdl anche parte del Centro hanno votato contro l'emendamento del Pd.
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sabato 4 febbraio 2012

Cosa succede nella scuola bolognese: va tutto bene? E dove è finito il movimento di protesta di genitori e insegnanti? Lo sentirete di nuovo, venerdì 23 marzo. Una mobilitazione nazionale, che partirà da Bologna, è in via di preparazione. Il tam tam è già partito: per una nuova primavera dell’Istruzione pubblica.

urlo300Il manifesto anticipa i contenuti:

“L’urlo di migliaia di scuole si alzi forte e appassionato in tutto il Paese; affinchè penetri nelle coscienze sopite della politica e dell’economia; affinchè possano di nuovo vedere ciò che da tempo non vedono più; affinchè possano comprendere ciò che da tempo non comprendono più. Tutti devono sapere che la scuola pubblica sta morendo. Tutti devono sapere che noi, genitori insegnanti studenti ricercatori, non lo possiamo permettere. Perchè nella scuola pubblica è la radice della democrazia, dell’uguaglianza, della giustizia sociale. Perché la scuola pubblica è un Bene Comune, come l’acqua l’ambiente la salute. Perchè nella scuola di tutti è il futuro delle nuove generazioni e il senso della nostra civiltà. Un urlo gentile ma determinato dal mondo dell’Istruzione Pubblica per dire semplicemente: ascoltateci perbacco!”

http://giudallacattedra-bologna.blogautore.repubblica.it/2012/02/01/lurlo-della-scuola/

sabato 21 gennaio 2012

Una serie di dati su cui riflettere....

La farsa del finanziamento dei Piani dell’Offerta Formativa e di formazione e aggiornamento, anno 2011/2012: il caso della regione Veneto

(di Carlo Salmaso, per il Comitato No Gelmini)

Il 19 dicembre 2011 Il MIUR ha emanato la nota prot. n.8448 relativa al finanziamento dei Piani dell’Offerta Formativa e di formazione e aggiornamento nelle istituzioni scolastiche, in applicazione della L. 440/1997 e della direttiva attuativa n. 102 del 7 novembre 2011, per l’anno scolastico 2011/2012.

Nel documento, firmato dal direttore generale dr.ssa Carmela Palumbo, viene ribadito che la direttiva n. 102 del 7 novembre 2011 ha definito, ai sensi dell’art. 2 della Legge 18 dicembre 1997, n. 440, gli interventi prioritari e i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi previsti dalla legge medesima per l’anno scolastico in corso.

Al punto 1 della stessa direttiva venivano individuati, tra gli altri, come prioritari, nel quadro e nel rispetto dell’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo delle istituzioni scolastiche, gli interventi sia per l’ampliamento dell’offerta formativa nell’ambito dei piani definiti dalle istituzioni scolastiche in rete, ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, sia per la formazione del personale della scuola.

La nota specifica che lo stanziamento assegnato per la realizzazione dei progetti contenuti nei Piani dell’Offerta Formativa e per la Formazione da erogare a tutte le istituzioni scolastiche italiane per l’anno scolastico 2011/2012 ammonta ad euro 11.900.000, di cui euro 1.000.000 da destinarsi a progetti relativi ai licei musicali.

Detto in altro modo i fondi a disposizione per quest’anno scolastico sono complessivamente pari a 10.900.000 di euro.

Dall’allegato citato si evince che alla regione Veneto sono assegnati per il presente anno scolastico 836.116 euro.

Il 9 settembre 2011, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto ha pubblicato un’indagine dal titoloUNA SCUOLA PER CRESCERE, UNA SCUOLA PER LO SVILUPPO - Tutti i numeri della scuola veneta al via dell’anno scolastico 2011/12.

Da questo documento, ricco di dati e di statistiche, si possono ricavare le seguenti informazioni relative alle scuole statali per l’anno scolastico in corso:

  • istituzioni scolastiche: 701

  • alunni: 596.200

  • classi e sezioni: 27.967

  • insegnanti: 48.438

Dunque, con questi numeri a portata di mano, proviamo a fare due conti.

Suddividendo in maniera proporzionale la cifra messa a disposizione dal Miur, a ciascuna istituzione scolastica verranno assegnati circa 1.193 euro, o, se preferite, circa 1,40 euro a studente, circa 30 euro per ogni classe, circa 17 euro per insegnante.

Quindi, con questa esorbitante somma a disposizione, le nostre scuole dovranno nell’ordine:

  1. ampliare la loro offerta formativa;

  2. supportare lo svolgimento di azioni di innovazione didattica ed educativa legate alla specificità del territorio;

  3. sviluppare progetti permanenti per sostenere la formazione legata alle innovazioni introdotte dalla cosiddetta “riforma Gelmini”;

  4. incentivare l’accoglienza degli studenti stranieri;

  5. promuovere l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” attraverso percorsi multidisciplinari.

  6. svolgere le attività di formazione e aggiornamento, principalmente connesse ai processi di riordino del sistema scolastico, prioritariamente orientate alla formazione linguistica in inglese.

Se la situazione non fosse tragica, verrebbe quasi da ridere!





lunedì 9 gennaio 2012

L'ultima volta che avete fatto le analisi, siete andati con la mutua? Che scorrettezza... se ve le foste pagate, per lo Stato sarebbe stato un risparmio.

La vostra vecchia mamma ha l'Alzheimer e deve venire guardata a vista 24 ore al giorno, sennò succhia il tubetto del mastice credendo che sia latte condensato? Perché chiedere l'assegno di accompagnamento... pagatevi da voi un paio di badanti e che sia finita lì.

Se tutto questo vi lascia perplessi, leggete quest'interessante articolo di Marina Boscaino dal Fatto Quotidiano.



Lo studente paritario costa meno allo Stato perché costa di più alle famiglie. O meglio: a quelle che se lo possono permettere


Mi chiedo se le parole di Maria Grazia Colombo, presidente dell’Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc), intervistata da La Stampa, siano più ridicole o più irresponsabili. In ogni caso non mi sembrano coerenti con l’orientamento religioso e morale della signora. Colombo afferma: “Proprio in questo momento di crisi economica, il sistema paritario costituisce un elemento di novità. Nonostante ciò, veniamo penalizzati”. Che il sistema paritario sia una novità è relativamente vero: facciamo i conti con questa realtà – che coinvolge soprattutto scuole cattoliche – dal 2000, quando con la L. 62 le scuole private hanno potuto chiedere la parità con quelle statali. Quanti di voi, avendo deciso di non usare i trasporti pubblici, pretenderebbero il rimborso della benzina consumata per raggiungere il posto di lavoro? È ciò che le scuole paritarie hanno ottenuto e continuano a esigere, con lo Stato che – persino in un momento grave come quello che stiamo attraversando – concede loro finanziamenti, pur sottraendoli alla scuola pubblica, che esiste e offre un servizio per tutti.
Colombo scocca tutte le frecce che crede di avere al proprio arco per sostenere la sua singolare tesi: “Le differenze, tra spesa per alunno che frequenta la scuola statale e alunno della paritaria, generano per lo Stato un risparmio sulla spesa complessiva destinata alla scuola di 6.245 milioni di euro all’anno”. La presidente dell’Agesc continua: “È evidente che il mantenimento e lo sviluppo del sistema paritario risulta una voce a favore dello Stato, in quanto attua un vero e proprio sistema sussidiario all’incontrario”. Ringraziando la pia Colombo per la provvidenziale indicazione di come risolvere la crisi e cercando di non annoiare con la disamina di quanto lo Stato spende per ciascun alunno di scuola statale e paritaria (oggettivamente di più nella prima), vorrei osservare che non è questo il punto. I dati vanno letti correttamente: l’Agesc si riferisce al bilancio (parziale) dello Stato e non a quello (complessivo, non formalizzato, ma reale) della Nazione, intesa come insieme di cittadini e di famiglie. Se tutti ci pagassimo sanità e scuola privata, lo Stato avrebbe un enorme avanzo di bilancio. Chi manda i figli alle paritarie, se non le evade, paga sia le tasse – che finanziano anche la scuola pubblica – sia la retta. Lo studente paritario costa meno allo Stato perché costa di più alle famiglie. Meglio: a quelle che se lo possono permettere. Il problema è dunque decidere se istruzione e sanità siano diritti costituzionali per tutti, principi fondanti la nostra società e se lo Stato consideri imprescindibile perseguirli e sostenerli; o se invece siano uno spreco. Colombo suggerisce la seconda interpretazione. Se abolissimo istruzione, sanità, difesa, giustizia, assistenza agli anziani e continuassimo a far pagare le tasse, lo Stato andrebbe subito in attivo. Colombo sarebbe soddisfatta? Mi auguro di no, considerata la sua fede. Non bisogna poi dimenticare che in molti casi questo tipo di ragionamento suggerisce in modo implicito che mandare i figli alla paritaria dovrebbe implicare l’esenzione dalle tasse per la pubblica: meno tasse, chi può si paga la scuola di serie A, e chi non può va in quella di serie B. La formula proposta da Colombo – oltre che di facile impatto immediato, ma profondamente scorretta – porta a una società disomogenea, che determina diritti e doveri dei cittadini in base a censo e a potere d’acquisto di chi li esercita. Che fine ha fatto la morale cattolica? Inviterei Colombo, anziché a strumentalizzare le esigenze di bilancio per portare acqua al mulino della scuola paritaria confessionale, a riflettere sulla necessità di contrastare la lotta all’evasione che – ne sono certa – si annida anche tra coloro che mandano i figli alla paritaria cattolica. E a pensare un po’ di più alle esigenze di equità, di giustizia e – persino! – di carità cristiana.

venerdì 6 gennaio 2012

Elogio del silenzio

Dice una signora:
"L'idea che la ricchezza sia male, un fondamento ideologico della sinistra radicale, non credo possa essere condivisa da un esecutivo che fonda la sua maggioranza sul *** (sigla di partito cui apparteneva la signora in questione, con il prestigioso incarico di ministro dell'istruzione).
Nel frattempo, sempre su la Repubblica di oggi, Curzio Maltese osserva:
"..quando accompagni i figli a scuola vedi l'angoscia delle maestre precarie, senza stipendio da due mesi, e l'allegria della signora che ha appena parcheggiato il Suv in tripla fila. Il marito è titolare di una beauty farm da cinquemila euro per un fine settimana, reddito dichiarato : tremila euro l'anno.

Quanti Suv ci sono nel parcheggio riservato agli insegnanti della vostra scuola?

mercoledì 28 dicembre 2011

LISTA DEI DESIDERI PER IL 2012

(da un articolo di Vito Meloni su Liberazione)

Nel 2012 il ridimensionamento del bilancio dell'istruzione pubblica sfiorerà la cifra record di 4 miliardi di euro in meno. I costi di questa operazione graveranno sempre di più sulle famiglie che già oggi, attraverso il cosiddetto contributo volontario, garantiscono il funzionamento delle scuole in misura spesso superiore al finanziamento statale. Blocchi subito questo taglio signor Ministro, se non vuole che la scuola pubblica sia spinta ancora più velocemente verso il disastro. Scelga lei dove prendere i soldi, dai finanziamenti incostituzionali alle scuole private o dai miliardi destinati all'acquisto di 135 caccia bombardieri. Oppure, se preferisce, dai capitali scudati, dalla vendita delle frequenze televisive o dalla tassazione dei grandi patrimoni e delle transazioni finanziarie. Ne troverebbe a sufficienza per investire nella scuola e per non massacrare lavoratori e pensionati.
Lanci un grande piano per la messa in sicurezza delle scuole, molti illustri economisti le potranno spiegare che, oltre alla doverosa tutela dell'incolumità fisica dei nostri ragazzi, ne trarrebbero beneficio anche l'economia e il lavoro.
Assicuri agli studenti con disabilità il sostegno cui hanno diritto senza costringere quanti ne hanno la forza a rivolgersi alla magistratura e gli altri, i tanti altri, a rinunciarvi. Assolverebbe un elementare dovere civico.
La scuola è un organismo delicato, avrebbe bisogno di cura, di tanta cura.
Lo chiedono con forza gli studenti, i docenti e i genitori che si sono mobilitati in questi anni e che, ci auguriamo, continueranno a farlo.