venerdì 16 luglio 2010

Come titolavamo qualche post fa, la scuola non è finita: lezioni ai giardini, interrogazioni in notturna, presidio informativo e sciopero della fame.
Riguardo a quest'ultima iniziativa, postiamo un articolo de Il mattino di Padova.

Università di Padova, contro i tagli
lo sciopero della fame dei ricercatori

Sono tre docenti del dipartimento di Chimica, la locomotiva del dissenso. Per primi stazionaranno sul Listòn un giorno e una notte senza toccar cibo. La clamorosa protesta per informare "sulla condizione attuale degli atenei italiani e sui pericoli che ne minano la sopravvivenza" e per dire di no al blocco del turn-over e degli stipendi ai giovani ricercatori
di Fabiana Pesci

I docenti con il sindaco Flavio Zanonato I docenti con il sindaco Flavio Zanonato
PADOVA. Pance vuote e digiuno forzato contro i tagli all'Università. Docenti di ogni ordine e grado a partire da oggi deporranno forchette e coltelli e sigilleranno le dispense per dire un no al blocco del turnover e degli stipendi ai giovani ricercatori.

E per informare la cittadinanza «Sulla condizione attuale degli atenei italiani e sui pericoli che ne minano la sopravvivenza» hanno scelto una forma di protesta poco chiassosa, ma che difficilmente passerà inosservata: sciopero della fame sul listòn. I pionieri della provocazione, che effettueranno la prima 24 ore di astensione dal cibo, si piazzeranno tra palazzo Moroni e il Bo.

Sono tre docenti del dipartimento di Chimica, la locomotiva del dissenso: la ricercatrice Chiara Maccato e i professori ordinari Maurizio Casarin e Giorgio Moro. «Cari colleghi», scrivono nel messaggio che annuncia la protesta «come auspicato nelle mozioni recentemente approvate dalla facoltà di Scienze e dal Senato accademico, riteniamo sia indispensabile informare l'opinione pubblica agendo in maniera incisiva. A tal fine ci facciamo promotori di un'iniziativa di sciopero della fame da parte di ricercatori e professori della nostra Università».

La lettera - sottoscritta anche dai docenti Lorenzo Franco e Alberto Gasparotto - dopo la critica al «Ministero che latita rispetto all'obbligo di definizione di procedure concorsuali», annuncia la protesta: «L'iniziativa consiste nella presenza pubblica per 24 ore nella piazzetta tra Comune e palazzo del Bo» previa sistemazione di una tenda, tavolino con sedie, strutture per esposizione di manifesti». I promotori chiedono ai docenti di impegnarsi a gruppi di tre per 24 ore filate. Di aderire allo sciopero ad oltranza che, ribadiscono, «Si svolgerà su base puramente volontaria».

Fischio d'inizio della protesta questa mattina alle 10: Maccato, Casarin e Moro saranno i primi tre a stazionare sul listòn un giorno ed una notte senza toccar cibo, consentita solo l'acqua per evitare collassi, data la calura. Rimarranno a disposizione dei cittadini, tenteranno di spiegare alla gente che cosa significa «ddl Gelmini» e «tagli al fondo di finanziamento ordinario dell'Università». Concetti che secondo i docenti devono travalicare le mura delle Università per riversarsi sulle strade.

Vogliono che tutti capiscano che se non c'è ricerca non c'è futuro. Tradurre uno slogan in realtà. La protesta che parte oggi da Padova investe sotto altre forme tutte le Università italiane. Ieri a Roma sono stati effettuati esami all'aperto, mentre stasera sarà la volta delle interrogazioni in notturna, «Perché la riforma Gelmini», dicono «mette su una strada professori e ricercatori e fa calare le tenebre sugli atenei». I professori protestano contro tagli, mancate assunzioni dei giovani, blocco dei compensi e per il ridimensionamento della figura del ricercatore.
(13 luglio 2010)

giovedì 8 luglio 2010

Tra le delizie della stagione estiva ci sono i cinema all'aperto e in questi giorni hanno dato Robin Hood, con il sempre piacevole Russel Crowe.
Anche l'Italia è un po' Nottingham: vediamo bene Tremonti nei panni di un insaziabile Giovanni Senzaterra che spreme il popolo: specialmente i poveri, per dare ai ricchi. E lo sceriffo di Nottingham, che esegue ottusamente gli ordini e in più ci mette un bel po' di cattiveria di suo? Mah, vedete voi...
Ma chi l'avrebbe detto che a vestire i panni dell'arciere ribelle si sarebbe messo il compassato Tuttoscuola?

E quel silenzio assordante sulla franchigia per i dirigenti


Non compare in alcun emendamento, a nostra conoscenza, la proposta - avanzata da Tuttoscuola - di eliminare, o quanto meno ridurre, la franchigia che protegge da riduzioni lo stipendio dei dirigenti statali fino a 90 mila euro (mentre per il personale della scuola non c’è alcuna franchigia). Una misura che porterebbe nelle casse dello Stato 6,9 miliardi in tre anni (in caso di eliminazione della franchigia; la metà se la si dimezzasse, per esempio lasciandola solo per i redditi fino a 45 mila euro). Risorse che consentirebbero di ripianare i debiti delle scuole, pagare le supplenze, recuperare pienamente il 30% per la carriera e almeno una parte degli scatti di anzianità (30% e scatti valgono insieme 4,2 miliardi).

Il Governo, almeno finora, non ne fa menzione; non si ha notizia di emendamenti in questo senso da parte della maggioranza, ma neanche da parte dell’opposizione; i sindacati tacciono su questa proposta. Come mai?

Eppure sarebbe un intervento tecnicamente facile da realizzare, nella direzione dell’equità (si richiederebbe alla classe dirigente un sacrificio percentualmente simile a quello richiesto ad altre categorie). Certo, far digerire un taglio significativo e non solo “di facciata” (come è attualmente nella manovra) ai grand commis non deve essere semplice; e poi a quel punto ci si aspetterebbe che la franchigia fosse tolta anche ai parlamentari, quando si procederà alla riduzione dei loro stipendi, che i presidenti di Camera e Senato dovranno deliberare entro la fine dell'anno. Sarà mica per questo? Si sa, a pensar male si fa peccato, ma…

Tuttoscuola News n. 448 del 5 luglio 2010

lunedì 5 luglio 2010

Basta con questi precari!

Si boccheggia. Qui in Veneto c'è addirittura l'emergenza caldo.
Eppure questi precari continuano, noiosi come vuvuzela: per protestare contro i tagli hanno addirittura proclamato per il 15 luglio dalle 9 alle 21 un sit in in piazza Montecitorio e un'assemblea nazionale a Roma.
Riteniamo quindi di fare loro cosa grata segnalando un simpatico articolo de L'Espresso: il ministro Michela Brambilla ha messo ai vertici dell'Aci (posizione che supponiamo adeguatamente retribuita), tre giovani impegnati e capaci: il suo fidanzato, il figlio dell'onorevole La Russa e quello del consulente berlusconiano Bruno Ermolli.
Basta, dunque, con le lamentele disfattiste e le proteste antigovernative: se si guardano attorno e ci mettono un po' di buona volontà, i precari possono ben vedere che, anche se hanno perso il posto a scuola, soluzioni interessanti e remunerative sono alla portata di tutti.

espresso.repubblica.it/dettaglio/brambilla-una-mano-ai-giovani/2129925

venerdì 2 luglio 2010

Meno male...

Quante cose in Italia stanno andando allo sfascio...
Ma c'è almeno una consolazione: abbiamo un governo molto pio.
Pier Paolo Zaccai, consigliere provinciale Pdl a Roma, ieri ha dato in escandescenze dopo un festino con cocaina e transessuali. Ma è stato socio fondatore dei Cavalieri di Anco Marzio, una fondazione che opera in ambito cattolico e da sempre, come politico, ha prestato particolare attenzione ai temi della famiglia e della sicurezza urbana, spingendo sulla lotta alla droga e alla prostituzione. Sono molte le sue foto con porporati, e addirittura col papa, e gli si può ben perdonare una piccola incoerenza.
Giuliana Bondi, su La Repubblica di mercoledì, segnala in una lettera che nell'istituto per il Turismo dove insegna sono state dimezzate le ore di lingue (lingue... in un istituto per il turismo...) e materie tecniche, ma le ore di religione per fortuna non sono state sfiorate.
Ci sono stati nella scuola decine di migliaia di posti tagliati, ma gli insegnanti di Religione Cattolica sono l'1,5% in più rispetto al 2009 (dati Miur dal dossier annuale sulla scuola pubblica)... (pubblica, sì, abbiamo detto pubblica...)
Diminuisce il tempo scuola, calano le ore per le discipline. E' un peccato, ma se non altro il Miur ha stipulato un accordo con Biblia (Associazione Laica di cultura biblica) per cui dall'anno prossimo le scuole secondarie potranno promuovere "la conoscenza della Bibbia all' interno delle diverse materie con percorsi interdisciplinari. Verranno offerti strumenti didattici e impiegate persone competenti per mostrare ai ragazzi come il testo sacro ha permeato opere letterarie, filosofia, arte, storia ed è vivo in esse". Ovviamente "senza intaccare le ore di religione", per carità. (Approfondimenti nel link di Giuliano, in basso a destra).
E poi, i diritti dei precari sono stati spazzati via. Anzi, sono stati spazzati via addirittura i precari in carne ed ossa. Ma agli insegnanti precari di religione, e solo a loro, sono stati riconosciuti gli scatti di anzianità: 2,5% per ogni biennio a partire dal 2003.
Quindi, vedete, vi diamo qualche piccolo motivo di corruccio ma ben più sostanziosi e significativi motivi di consolazione.

lunedì 28 giugno 2010

Presenze, scritti, voci dalla scuola che non è finita

Da oggi e per tutta la settimana a Caltrano (Vicenza), nel piazzale di fronte al supermercato Prix, ci sarà un gazebo informativo e di protesta sulla scuola: sarà aperto tutti i pomeriggi tranne mercoledì, e mercoledì mattina.
Postiamo la lettera che i docenti dell'IC Pittarini di Fara (VI) hanno scritto in merito ai danni prodotti dalla "riforma" e segnaliamo il link dell'intervista che Libera TV ha fatto a Manuel, insegnante precario di Mestre.

Al Sindaco del Comune di Fara Vicentino

Al Sindaco del Comune di Salcedo

All’assessore provinciale alla scuola, rapporti con il provveditorato, lavoro, formazione professionale, servizi per l'impiego di Vicenza

Alla Giunta Provinciale di Vicenza

All’assessore regionale all' Istruzione, alla Formazione e al Lavoro del Veneto

Al Presidente della Regione Veneto

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Alla redazione del “Giornale di Vicenza”

Vera democrazia è rafforzare la fiducia

I docenti dell’IC “Pittarini” di Fara Vicentino ritengono di dover manifestare pubblicamente la loro profonda amarezza nel constare alcune situazioni venutesi a creare nel recente periodo:

- Il Ministro dell’Istruzione Gelmini ha imposto una decurtazione generale del personale che comporterà in sede locale la perdita di ben cinque insegnanti nella nostra scuola primaria. E’ un numero rilevante per un Istituto di piccole dimensioni come quello a cui apparteniamo;

- Già lo scorso anno, sempre per responsabilità diretta del Ministero, e dunque di chi ha la responsabilità politica dello stesso, alcune materie della scuola secondaria di primo grado hanno avuto una decurtazione pari a un terzo dell’orario curricolare;

-Infine, ancora per le disposizioni impartite dall’attuale Ministro, si arriverà nel prossimo anno scolastico a chiudere una classe prima della scuola primaria. Ciò ha comportato una conseguente discussione sulla scelta della localizzazione della futura classe prima unica, se nel comune di Fara o di Salcedo, che ha prodotto difficoltà tra i cittadini e indubbie tensioni. Queste si sono talora scaricate contro chi ha solamente il compito di applicare una norma decisa da altri: i dirigenti scolastici regionali, provinciali e locali non possono che applicare quanto deciso dal Ministro.

Norberto Bobbio ha scritto che “una democrazia per rafforzarsi ha bisogno della massima estensione del rapporto di fiducia reciproca fra i cittadini”.

Quando chi amministra non lavora per la crescita della fiducia e invece crea situazioni in cui si generano sfiducia e contrapposizione, non fa crescere il senso democratico dei cittadini e non dà un buon esempio a quei cittadini in formazione che sono gli alunni dell’Istituto nel quale lavoriamo.

Come insegnanti impegnati anche nell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, riteniamo nostro dovere far conoscere pubblicamente a Istituzioni e famiglie queste nostre meditate considerazioni in merito.

Fara Vicentino, 22 giugno 2010


www.libera.tv/videos/314/precari-della-scuola-mobilitati-ma-invisibili.html

sabato 26 giugno 2010

Il TAR del Lazio sospende l’efficacia delle circolari della Gelmini sulle iscrizioni nelle scuole secondarie, sugli organici di ogni ordine e grado e sulla mobilità

La decisione è di ieri, a seguito del ricorso sottoscritto anche da insegnanti della nostra zona! Nel blog di Padova (link sotto a destra) l'informazione completa.

Chissà se la Gelmini continuerà a dirsi BRAVA BRAVA come nel video che ci hanno segnalato...

http://www.youtube.com/watch?v=eVJqRrIc8P8

venerdì 25 giugno 2010

I mondiali per noi sono finiti, e questo se non altro dovrebbe riportare entro limiti ragionevoli il consumo domestico di birra. La scuola, invece, non è finita: insegnanti e genitori di Cogollo del Cengio terranno aperto davanti alla scuola un gazebo informativo e di protesta tutti i sabati mattina, giorno di mercato, da domani fino al 28 agosto.
L'Assemblea difesa scuola pubblica ne sta tenendo un altro, da mercoledì 22 e fino a domenica sera, all'interno di Festambiente a Vicenza.
Segnaliamo che su Il Gazzettino, il Giornale di Vicenza e il Corriere del 23 giugno sono usciti gli articoli relativi agli argomenti trattati in conferenza stampa.