giovedì 5 novembre 2009

E la chiamano Riforma!

I tagli all’organico dei docenti laureati e degli ITP

(dalle Relazioni tecniche dei Regolamenti
sul riordino degli istituti di scuola secondaria superiore)

2.11.2009

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/elenchipdl/apritesto.asp?file=132&Internet=1

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/elenchipdl/apritesto.asp?file=133&Internet=1

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/elenchipdl/apritesto.asp?file=134&Internet=1

SCUOLE/
Annualità

LICEI

ISTITUTI
TECNICI

ISTITUTI PROFESSIONALI

Tagli
dei posti
e delle spese

N°.
POSTI
SPESE N°. POSTI

SPESE

N°. POSTI SPESE

Anno f. 2010

24.859.054

46.719.901

28.464.894

Anno f. 2011

78.463.037

142.619.763

71.219.927

Anno f. 2012

92.124.751

122.748.430

28.580.275

Totali

2.568

195.446.842

10.359

312.088.094

4.373

128.265.096

All’ultima pagina della Relazione tecnica,firmata dal Capo Dipartimento, la tabella complessiva derivante da tutto l’art. 64, di tutti i tagli sugli organici da realizzare nel triennio.

lunedì 2 novembre 2009

La Conferenza Stato-Regioni ha espresso i suoi pareri, non vincolanti, sui tre schemi di regolamento che riguardano la scuola superiore: favorevole sugli istituti tecnici, negativo su professionali e licei. Ora tocca alle commissioni parlamentari, poi al Consiglio di Stato. Pubblichiamo un articolo di Giuseppe Caliceti (Il Manifesto di ieri) sull'argomento e segnaliamo l'articolo di Bruno Eugenio su Il Sole 24 Ore del 30 ottobre.

Dopo aver dato inizio allo smantellamento della scuola elementare italiana - la quinta del mondo per qualità prima dell'arrivo di Gelmini - il ministro si appresta a smantellare la scuola superiore. Data prevista del patatrac: il prossimo settembre. Ma già filtrano dallo stesso ministero alcune notizie, come al solito ben poco confortanti. Per esempio, quelle che riguardano l'assetto dei piani di studio, delle singole materie, degli orari settimanali contemplate dei nuovi licei. Tutte le scuole infatti si chiameranno licei: classico, scientifico, musicale, delle scienze umane, linguistico, artistico, eccetera. Alcuni sono nuovi di zecca, altri sono rivisitati e, se si può dire così, "corretti" al peggio.
Naturalmente è ancora troppo presto per le oltre 500.000 famiglie italiane che dovranno scegliere un indirizzo per i propri figli. Sapere già oggi cosa studieranno gli studenti a partire dal prossimo anno scolastico? Ci mancherebbe! La scelta dovrà avvenire rigorosamente al buio per tutti e sulla pelle degli studenti, come nelle più spumeggianti tradizioni italiane. Eppure una cosa è certa, per stessa ammissione del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: le materie diminuiranno. Perché? Gelmini non lo dice, ma è chiaro che lo si fa non certo per aiutare gli studenti, ma per risparmiare soldi. Perché non è giusto che la crisi la paghino solo i bambini delle elementari, ci sono anche quelli delle medie e delle superiori....
Altra certezza ben poco confortante: diminuite le materie di studio, naturalmente diminuiranno drasticamente anche le ore di insegnamento, cioè il tempo in cui uno studente se ne sta a scuola. I nuovi licei saranno 11. Tre le opzioni per il liceo artistico (Arti figurative, Architettura / Design / Ambiente e Audiovisivo / Multimedia / Scenografia), che passa a 5 anni. Ma stando ai giudizi espressi dagli addetti ai lavori le materie di indirizzo vengono ridimensionate, per un carico settimanale che non andrà oltre le 34 ore al biennio e le 35 al triennio. Il liceo classico manterrà la sua struttura, ma confrontandolo con la sua versione moderna (la sperimentazione in lingua straniera) perderà parecchie ore di inglese, francese e spagnolo. Stesso discorso per il liceo scientifico dove parte delle ore di latino verranno sostituite dalle scienze. E che vedrà la opzione dello scientifico-tecnologico senza latino ma con l'informatica. Al liceo linguistico, finora solo sperimentale, si studieranno 3 lingue straniere negli ultimi tre anni, e saranno sufficienti 27 ore a settimana nei primi due anni e 30 ore poi. Impegno orario che resterà identico anche al liceo delle Scienze sociali, evoluzione del socio-psicopedagogico e del precedente istituto magistrale. La novità, ma solo in alcune province, è rappresentata dal liceo musicale e coreutica, che prevede le due specializzazioni; per imparare a cantare, danzare (liceo coreutico) e a suonare (liceo musicale) occorrerà però impegnarsi qualche ora in più.
Bambini o ragazzi che siano, l'idea base sull'educazione pubblica di questo governo è sempre, tristemente e drammaticamente, la stessa: tagliare tutto il possibile dall'offerta formativa. Non solo: far pagare chi ha voglia di studiare veramente e vuole una scuola di qualità. Per il resto degli studenti o per chi non ha una famiglia economicamente robusta alle spalle, invece, basta fornire il minimo indispensabile, cioè una parvenza di scuola, più che una scuola pubblica vera e propria.
È il discutibilissimo modello di scuola anglosassone di cui già parlò l'allora ministro Berlinguer che sta per essere attuato, nel peggiore dei modi, da questo governo. Senza che i genitori degli studenti, ma fino in fondo neppure i docenti, sappiano nulla. Si accorgeranno dello scadimento dell'offerta formativa solo a cose già fatte, nel corso del prossimo anno scolastico. Quando sarà troppo tardi.

martedì 27 ottobre 2009

Non possiamo lamentarci della Gelmini e del fatto che stiamo perdendo una buona scuola se non siamo disposti a fare qualcosa per difenderla. Ci si lamenta che le ore con cui si possono seguire i ragazzi in difficoltà o dividere la classe in gruppi per i laboratori si sono molto ridotte, ma a quel poco che c'è si rinuncia per andare a coprire le supplenze. Ma gli insegnanti dovrebbero cercare di fare una buona scuola, seria e senza sprechi: questo è il loro lavoro. Non è compito loro - ed è sbagliato farlo quando i presidi lo chiedono - andare a tappare i buchi perché i dirigenti non vogliono spendere in quanto hanno paura che il Ministero non eroghi i fondi necessari. La scelta di ancorare le ore ai progetti e agli interventi può diventare anche un'occasione di discussione e confronto tra insegnanti e genitori su quello che sta accadendo alla scuola pubblica mentre - al contrario - prestarsi come "tappabuchi" (magari col fondo d'istituto, così il danno è doppio perché poi non ce n'è più per quelle attività che davvero arricchiscono la scuola) avvilisce il ruolo dell'insegnante e nasconde ai genitori la realtà di quello che sta accadendo. Le possibilità per comportarsi diversamente ci sono e nel blog sono già stati messi a disposizione documenti per farlo. Pubblichiamo, con riferimento particolare alle scuole superiori ma utile per tutti, un articolo sulle sostituzioni e il link relativo.

Manca il prof, ma per sostituirlo lo spezzatino non va bene
Di Antimo Di Geronimo

No all'orario taglia e incolla per sostituire i docenti assenti. Nelle scuole dove vige la riduzione dell'ora di lezione, per motivi connessi alla didattica, i recuperi delle frazioni di ore non prestate non possono essere utilizzate per le supplenze, ma vanno riversate in orario nelle stesse materie da dove sono state sottratte. È quanto si evince da una nota emanata il 16 ottobre scorso dal direttore generale dell'ufficio scolastico regionale per la Campania, Alberto Bottino, (n.15053). Il provvedimento, che ha effetti vincolanti solo per le scuole della Campania, riporta all'attenzione degli addetti ai lavori l'esistenza di un diritto fondamentale, costituzionalmente garantito, quale è il diritto allo studio. Spesso sacrificato sull'altare dell'emergenza da carenza di soldi per le supplenze: «Il tempo scuola frontale deve essere garantito ad ogni alunno» si legge nella nota dirigenziale «rispettando puntualmente i contributi orari di ciascun insegnamento e, pertanto, non è possibile recuperare i minuti non utilizzati mediante supplenze brevi per sostituzione di docenti assenti». E se non ci sono docenti disponibili a sostituire i colleghi assenti? La risposta a questa domanda è contenuta in un'altra nota, a firma del direttore generale della direzione del personale del ministero dell'istruzione, Luciano Chiappetta, emanata il 6 ottobre scorso (14991): «Al fine primario di non incorrere in una sospensione della didattica nei riguardi degli allievi interessati» si legge nel provvedimento «i dirigenti scolastici possono provvedere, per periodi di assenza anche inferiori a 15 giorni, alla nomina di personale supplente temporaneo». Insomma, la
flessibilità non autorizza l'utilizzo fungibile dei docenti. Ed è finalmente caduto il tabù delle supplenze inferiori a 15 giorni anche nelle scuole secondarie. L'amministrazione, dunque, ha preso atto di una situazione ormai insostenibile e ha provveduto di conseguenza. Negli ultimi anni, infatti, a seguito della cancellazione delle ore a disposzione, è stata cancellata la dotazione di ore in più che veniva tradizionalmente utilizzata per le supplenze di pochi giorni. E quindi nella maggior parte delle scuole si era diffuso il fenomeno deteriore della distribuzione degli alunni un po' per classe, in modo tale da assicurare per lo meno la vigilanza. Fenomeno questo che, oltre ad
impedire il normale esercizio della didattica, comporta anche rischi per la sicurezza. In altre scuole, invece, sfruttando impropriamente la flessibilità organizzativa, i recuperi sono stati utilizzati non per arricchire l'offerta formativa, ma per le supplenze. Ma anche questa soluzione è illegittima perchè priva gli studenti di parte della prestazione di insegnamento che è loro
dovuta, comprimendo il diritto allo studio. Di qui il «memento» dell'ufficio scolastico della Campania, regione in cui il fenomeno è abbastanza diffuso, per cercare di riportare la funzione didattica nel suo alveo naturale. Resta il fatto però, che non di rado l'emergenza-sostituzione si verifica alla prima ora. E in questi casi il problema rimane. Sempre che l'amministrazione centrale non decida di estendere anche alle scuole secondarie la disciplina degli elenchi prioritari per le supplenze fino a 10 giorni, prevista dall'art. 7 comma 7 del regolamento delle supplenze per l'infanzia e la primaria.

In quel caso le scuole potrebbero disporre di un elenco di docenti disponibili ad accettare supplenze brevissime e la sostituzione risulterebbe più agevole.
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mercoledì 14 ottobre 2009

Il blog sembra sopito, non così noi che anzi in questi giorni ci siamo dati un bel daffare.
Martedì 6 ottobre, a Santorso, c'è stato un incontro con CGIL, CISL, Gilda e Snals sulla scuola. Gli obiettivi erano di scambiare informazioni su quello che i tre comitati del Vicentino a difesa della scuola pubblica hanno attuato negli ultimi tredici mesi, di confrontarci sulla situazione e sulle strategie possibili, di proporre ai sindacati la partecipazione al coordinamento regionale e la collaborazione all'iniziativa "Le balle della Gelmini". Richiamiamo il dizionario dove "balle" viene definito come termine familiare per indicare "panzane, frottole, bugie e invenzioni". E l'iniziativa prevede infatti di raccogliere una serie di dati, istituto per istituto, che permettano di avere una fotografia della scuola reale, delle situazioni di sofferenza che si sono verificate a causa delle nuove normative, delle buone pratiche che cercano di resistere. Dopo mille modifiche e considerazioni (è il prezzo della democrazia, ma NOI lo paghiamo volentieri), si sta dando alla scheda di rilevazione la sua veste definitiva. Dopo di che la metteremo nel blog e comunque tutti i sindacati presenti si sono dichiarati disponibili a trasmetterla alle proprie RSU. Il senso di questo lavoro è anche quello di mettere a fuoco alcuni aspetti per farli diventare motivo di confronto e di discussione all'interno delle scuole e con (e tra) i genitori.
Anche la scelta di rifiutarsi di coprire le supplenze e il percorso necessario per attuarla, altro vorace impegno di queste settimane, ha due finalità: da un lato, per serietà e correttezza, garantire i progetti e gli interventi che con le ore di contemporaneità si fanno, dall'altro aprire una discussione con i genitori, far capire che - anche dove si è mantenuto l'orario - la qualità della scuola è in pericolo. E siamo solo al primo anno di tagli...
Venerdì scorso, a Marghera, c'è stata la riunione dei Comitati Buona Scuola. Un obiettivo era appunto l'ennesima limatura della scheda. Non è stato facile perché desiderio di completezza e facilità di utilizzazione, nonché specificità organizzative a seconda delle varie zone del Veneto, sono difficili da armonizzare, ma ce l'abbiamo quasi fatta. Un altro era cominciare a pensare a un momento comune in cui quello che si è ricavato dalle schede in tutta la regione venga condiviso e pubblicizzato. Qui nell'Alto Vicentino anche gli studenti sono in movimento e hanno fissato una riunione settimanale (ogni venerdì alle 17,30 ai Due Mori a Schio). Hanno costituito anche una mailing list: chi fosse interessato ad avere le informazioni di prima mano può chiedere di iscriversi.
cittadiniperlascuolapubblica@yahoogroups.com
Noi del salvalascuolapubblica ci troveremo giovedì 22 ottobre alle 20,30.
Come vedete, qui non si dorme.

sabato 10 ottobre 2009

Il Tar commissaria la Gelmini

Prima il lodo Alfano e adesso questa: non sembra neanche più di stare nella nostra Italia, che eravamo rassegnati ormai a vedere sfacciata e impunita. Questo è l'inizio dell'articolo di oggi su Repubblica. Sotto c'è il link per chi volesse leggerlo tutto.

Il Tar Lazio commissaria il ministro Gelmini sulle graduatorie dei precari. E' la prima volta che accade, ne dà notizia l'Anief che ha patrocinato i ricorsi dei supplenti inseriti "in coda", anziché "a pettine", nell'ultimo aggiornamento delle liste dei supplenti. Se entro 30 giorni il ministero non darà esecuzione alle ordinanze del tribunale amministrativo a viale Trastevere arriverà un commissario che si dovrà occupare della questione. Intanto, sulla vicenda il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato l'emanazione di un provvedimento ad hoc che "sana" l'intera questione. Ma il Tar ricorda che eludendo le ordinanze cautelari il ministero ha aggirato la Costituzione e lo ha condannato al pagamento delle spese a favore degli insegnanti danneggiati.

www.repubblica.it/2009/02/sezioni/scuola_e_universita/servizi/precari/gelmini-tar/gelmini-tar.html

lunedì 5 ottobre 2009

Volentieri pubblichiamo questo comunicato degli studenti. Dobbiamo davvero allarmarci e allertarci per le limitazioni al diritto di manifestare il proprio pensiero. Che democrazia è, quella che ha paura delle voci di dissenso?

SABATO 10 OTTOBRE 2009


MANIFESTAZIONE ORE 8.30 VICENZA PIAZZALE DELLA STAZIONE FS

BASTA DIVIETI! LA LIBERTA' DI MANIFESTARE NON SI LIMITA!

Da qualche mese incombe una forte minaccia sull'agibilità democratica e sulla libertà di manifestare. Stiamo parlando della direttiva Maroni, la quale conferisce l'autorità alla questura e alla Prefettura di stabilire quali parti e quali luoghi della città non possono più essere oggetto di manifestazione.
La proposta per Vicenza prevede l'annullamento della possibilità di organizzare cortei ed iniziative nelle vie e nelle piazze principali del centro cittadino oltre che in alcuni punti sensibili come la caserma Ederle e il Dal Molin.
Di fatto ci troviamo di fronte a un divieto di manifestare il proprio pensiero in questa città, perché le piazze e il centro cittadino hanno sempre rappresentato il cuore e lo spazio dell'espressione democratica dei cittadini.
Per noi studenti, ma non solo, Piazzale della Stazione, Corso Palladio, Piazza Matteotti, Piazza Castello e Signori rappresentano i luoghi, dove da sempre si esprime la coscienza civica, la voglia di partecipare, di dissentire e di essere liberi e non possiamo accettare assolutamente questo divieto.
Questa direttiva non rappresenta solo una limitazione alla democrazia, ma va a rafforzare l'idea della città vetrina, cioè della trasformazione del centro in un grande centro commerciale a cielo aperto, interamente videosorvegliato, controllato e ripulito da tutto ciò che va a rovinare il "pubblico decoro".

Sabato 10 ottobre lanciamo un corteo che, partendo dalla stazione dei treni, vada a toccare i punti della città oggetto di questa direttiva e si concluda sotto la Prefettura.
Ci appelliamo a tutti quelli che insieme a noi condividono l'idea di un centro cittadino vivo, libero dal controllo e soprattutto come luogo fondamentale dell'espressione civica e democratica di questa città, affinché scendano in piazza con noi: abbiamo l'obbligo morale di fare tutto il possibile per fermare questa proposta!

STUDENTI PER LA SCUOLA PUBBLICA - COORDINAMENTO STUDENTESCO VICENZA

domenica 4 ottobre 2009

Settimana piena, per la scuola:
martedì sera alle 20,30 presso il Museo Archeologico di Santorso noi, il Coordinamento Scuole Valle Agno e l'Assemblea Difesa Scuola Pubblica di Vicenza incontreremo i sindacati della provincia di Vicenza per vedere se si può convergere su alcune iniziative comuni. Nessuno storca il naso: ciascuno è portatore della propria specificità e nessuno vuole mettere il proprio cappello a qualcun altro (sembra la barzelletta di "uno, nessuno, ciascuno e qualcuno...), ma riusciremo a uscire da questa situazione solo se saremo in grado di costruire alleanze. Lavorare assieme su qualche iniziativa comune ci aiuterebbe a essere più efficaci e incisivi.
giovedì 8 ottobre alle 20,30 presso la sede del Pd di Vicenza, in via dell'Oreficeria, ci sarà il Forum scuola del Pd provinciale.
venerdì 9 ottobre a Marghera ci sarà la riunione del Tavolo regionale per la Scuola Pubblica. Per la sede e la definizione degli obiettivi rimandiamo al sito dell'Assemblea o del Comitato Nogelmini di Padova.

Rispetto alla non disponibilità a coprire supplenze con personale interno, strada che qualche scuola sta percorrendo, ci è arrivato dell'utile materiale da parte dei Cobas. Lo mettiamo a disposizione.

  1. modello di contrattazione d'istituto (per le RSU, ma non solo)
  2. nota miur 3545 del 29 aprile 2009 con cui si ribadisce la necessità di assicurare "l'ordinato svolgimento delle attività" e quindi di nominare i supplenti anche senza soldi in cassa
  3. la sentenza della corte dei conti che ritiene legittimo il conferimento delle supplenze anche per periodi inferiori ai 15 giorni