lunedì 17 settembre 2012

Donazzan: "Sbagliato dare la cittadinanza agli stranieri nati qui"

Le scuole si sono aperte da poco e l'assessore regionale all'istruzione ci dona una perla di saggezza.
" La cittadinanza va conquistata, si tratta di una scelta che implica l'adesione a una comunità, a una cultura fatta di regole, darla con facilità a tutti gli studenti nati in Italia sarebbe un errore."
Il diritto alla cittadinanza italiana spetta anche a chi nasce in Italia da genitori ignoti o apolidi, oppure da genitori stranieri residenti all'estero, purchè dimostrino di avere un antenato italiano.
Se i genitori sono certi ma non hanno antenati italiani, bisogna invece aspettare fino a 18 anni.
Per fortuna le nostre scuole sono aperte a tutti, e in questi anni noi insegnanti abbiamo capito quale grande ricchezza possa dare l'incontro tra bambini di diversa provenienza.
Cara Donazzan, faccia un giro per le nostre scuole, le sarà utile!

mercoledì 22 agosto 2012

(Da www.foruminsegnanti.it)

di VITTORIO ZUCCONI

Guardo attonito le pagelle dei miei bambini sopravvissuti alla seconda elementare, frequentano entrambi scuole elementari pubbliche americane, uno nei sobborghi di Washington, l'altro di New York, essendo la scuola pubblica la migliore nel rapporto qualità-prezzo, purché in quartieri buoni dove le tasse sulle case (la vecchia Ici, avete presente?) finanziano quasi interamente l'istruzione.
Non sono pagelle, sono bilanci dello Stato. Dozzine di voci coprono l'universo di questi omini e donnine, dall'apprendimento delle materie a varie manifestazioni del comportamento e del carattere.
I confronti internazionali compilati dall'Ocse collocano gli studenti americani al diciassettesimo posto nella graduatoria mondiale. L'Italia, se proprio volete soffrire, è ventinovesima, nella zona occupata da Spagna, Irlanda, Grecia e Portogallo, guarda caso - caso? - le nazioni più inguaiate nel calderone bollente di economia e finanza.

La lettura delle mostruose pagelline - uno dei due nipoti ha portato a casa un papiro di otto facciate - offre un possibile indizio. Sta nella ossessione americana con la misurazione quantitativa degli studenti, quella che s'illude di poter calcolare quanto profitto ci sia in quel bambini, come un esame del sangue che misura quanti globuli rossi o bianchi, quanta percentuale di grassi o di zuccheri ci siano nel corpo.
Sono foto istantanee di un uccello in volo, che nulla dicono da dove venga, dove andrà, o potrà andare, un istante dopo. Albert Einstein era notoriamente un mediocre studente, come lo erano Steve Jobs, Bill Gates o Mark Zukerberg. James Joyce, forse il più grande scrittore in lingua inglese ed eccellente liceale, si arrese agli studi di medicina per l'incapacità di superare gli esami.
Il principio che mettendo incinta nove donne contemporaneamente il bambino nasca in un mese non sembra funzionare in biologia nè in pedagogia. Escono ottimi cittadini da pessime scuole e pessimi da ottime scuole. L'"Unabomber" che terrorizzò per anni l'America era laurerato a Harvard, e professore a Berkeley, con un dottorato in matematica.
Uccise tre persone e ne ferì tredici La pletora di riforme che travolgono i sistemi scolastici in tutto il mondo sono la prova che nessuno possiede la formula magica. Tutto dipende da quell'individuo, dai suoi talenti, dalla voglia di investirli, dalla risposta agli stimoli esterni quando crescerà, dall'ambiente familiare dal quale proviene, dall'intelligenza e dalla umanità di chi lo segue.


sabato 21 luglio 2012

NOTIZIE CHE FANNO BENE

Di questi tempi, leggendo i giornali, si rischia una crisi di nervi o la caduta in uno stato depressivo permanente. La notizia che vogliamo darvi oggi, cari lettori, ci ha resi quasi euforici e ci ha fatto ricordare vecchie battaglie considerate ( qualche decennio fa..) perse in partenza.

Chiara, con la sindrome di Down e una volontà di ferro, si è laureata in Economia all'Università di Cassino.
" Ci siamo battuti sempre per la normalità e il percorso di studi e di vita di mia figlia è stato un percorso normale", dice con fermezza la mamma di Chiara.
" Un lavoro ben fatto- aggiunge il relatore prof. Marcello Sansone- E' stata molto spigliata e presente a se stessa, sicura di sè. Devo dire che non si è vista quasi differenza con gli altri laureandi.
E noi ci complimentiamo con te, cara Chiara!

venerdì 15 giugno 2012

LA PEDAGOGIA DELLA LUMACA

"Ragazzi meritevoli alla sfida della Maturità Digitale", scrive il settimanale del Corriere della Sera.
E in prima pagina aggiunge: " L'inno di Mameli sarà materia a scuola".
Angustiati da questi annunci, ci rifugiamo in una sana lettura che consigliamo ai nostri 15 lettori.
L'autore è Gianfranco Zavalloni, già maestro di scuola d'infanzia e oggi dirigente scolastico.
Il titolo del suo libro : "Pedagogia della lumaca", EMI editore.

La scuola odierna, riflettendo le tendenze di buona parte della società umana, è centrata sul mito della velocità, dell'accelerazione e della competizione, come criterio di selezione al quale i bambini vengono educati fin dai primi anni di vita.
Dal contatto quotidiano e continuato con la realtà scolastica nasce la riflessione de La pedagogia della lumaca.
Siamo nell'epoca del tempo senza attesa. Questo ha delle ripercussioni incredibili nel nostro "modo di vivere".
Non abbiamo cioè più il tempo di "attendere", non sappiamo partecipare a un incontro senza essere disturbati dal cellulare, vogliamo "tutto e subito" in tempo reale.
Le teorie psicologiche sono concordi nel pensare che una delle differenze fra i bambini e gli adulti stia nel fatto che i bambini vivono secondo il principio di piacere (tutto e subito), mentre gli adulti vivono secondo il principio di realtà (saper fare sacrifici oggi per godere poi domani).
Oggi gli adulti, grazie anche alla società del consumismo esasperato, vivono come i bambini secondo le modalità del "voglio tutto e subito".
È necessario intraprendere un nuovo itinerario educativo...

sabato 19 maggio 2012

A Brindisi qualcuno ha messo degli ordigni in una scuola intitolata a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone. L'esplosione ha ucciso Melissa Bassi, una ragazza di sedici anni, e un'altra studentessa è in pericolo di vita.

Lunedì tutte le scuole d’Italia devono chiamarsi Morvillo Falcone

Lunedì 21 maggio in nessuna scuola della città, in nessuna scuola di questo paese si dovrà fare lezione normalmente. In qualsiasi forma, dentro e fuori dalle aule, nei corridoi, nelle strade e nelle piazze, i gesti, le azioni, le parole pronunciate o scritte dovranno servire per piangere le nostre vittime, per esprimere la nostra collera, per ragionare sulle nostre responsabilità. Nessun insegnante può chiamarsi fuori, nessuno studente deve guardare da un'altra parte. Solo così il dolore e la collera potranno esprimersi. Poi si tornerà al lavoro quotidiano, duro, invisibile e profondo che già da tempo persone libere come i ragazzi e gli adulti di LIBERA stanno facendo e che si sta estendendo, classe dopo classe in tante scuole italiane, anche nella nostra città. Cerchiamo, noi tutti, di essere all'altezza di questo momento. La mafia è morte. Dimostriamo di essere vivi.


Associazione "una nuova primavera per la scuola pubblica"

martedì 8 maggio 2012

Trovate avvilente, quando andate in libreria, vedere lo scaffale dei test che addestrano all'Invalsi sempre più fornito?
Avete voglia di rallegrarvi, una volta tanto, pensando alle nuove generazioni?
Avete un minuto e 56 secondi e vorreste spenderlo bene?
Guardate questo video.

mercoledì 25 aprile 2012

Buon 25 aprile!


Postiamo un augurio che ci è arrivato da un amico di Roma.

La stagione della liberazione morale del Paese è quanto mai attuale anche adesso.
Corruzione, opportunismi, clientelismi d'interesse, nazionalismi gretti, perdita di senso del bene comune, del decoro e del ridicolo, nanismo morale e politico, non sono inferiori alla stagione del nazi-fascismo, che portò alla morte e alla distruzione della seconda guerra mondiale.
Sono stato recentemente - a pasqua, come faccio solitamente, per unire festa religiosa e festa civile - a visitare il Museo della Liberazione di Via Tasso e sono rimasto colpito dalla statura morale dei tanti di ogni condizione sociale, provenienza per nascita, idea politica, credenza religiosa che hanno contribuito, pagando consapevolmente con la loro libertà e la vita personale, all'acquisto della nascita della nostra Repubblica, consacrata nei valori della carta costituzionale.
Gratitudine per tutti loro e presa in mano della loro bandiera morale da tutti noi, in questa festa in un anno di ricostruzione, quale deve essere questo che stiamo vivendo, per onorare la memoria del loro sacrificio e farne fruttare l'eredità che ci hanno consegnato.
Buon 25 aprile a tutti noi,