giovedì 17 giugno 2010

Informiamo i genitori!

In questi giorni, in tutte le scuole, i genitori verranno a ritirare le schede di valutazione.
Non si deve perdere questa occasione per dare loro alcune informazioni, quelle che per televisione non sentiranno mai.
Gli argomenti?
C'è solo l'imbarazzo della scelta.
I tagli agli insegnanti...
L'impoverimento dell'offerta per gli alunni...
Le ore di scuole che diminuiscono...
I bilanci dell'istituto in sofferenza...
Le ore sottratte ai progetti per tappare i buchi delle supplenze...
Ogni scuola può scegliere il campo più significativo. E basta una lavagna. Non occorrono commenti, perché i dati si spiegano da soli.
E se non sono gli insegnanti a dare informazioni sulla propria scuola, chi dovrebbe darle?

domenica 13 giugno 2010

Tra le tante proteste di questi giorni, ce n'è una indirizzata ai lavoratori della scuola e legata alla recente manovra del blocco degli stipendi. Come purtroppo spesso accade, saranno i lavoratori dipendenti a pagare più di tutti, e chi ha stipendi medio bassi sarà penalizzato addirittura di più. Una simulazione di Tuttoscuola evidenzia come per gli insegnanti la riduzione sarà dall'11 al 15% rispetto allo stipendio che avrebbero avuto nel 2011 senza la manovra. Ai manager pubblici è stato tagliato il 5% della sola parte di compenso che va sopra ai 90.000 euro!!! Per i dirigenti ministeriali la riduzione che calcola Tuttoscuola è del 2,5%.
Vale proprio la pena di dire: vergogna! Ma sono parole vane: senza coscienza non si prova vergogna.
La FLC ha organizzato per domani, dalle 12 alle 16, un'occupazione pacifica dell'Ufficio Scolastico Provinciale. Vi invitiamo a parteciparvi con le parole di Paola, insegnante della primaria di Valdagno

Cari tutti,

Ieri sono arrivati i numeri dei tagli per il personale ATA: sono tremendi!
nella mia scuola 1 personale di segreteria in meno e 5 bidelli su 24 !
(altri 7 in proiezione per l'anno dopo)
chiedete i numeri della vostra scuola...

Il 30% dei famosi risparmi che la Gelmini continua tuttora a sostenere che
andranno ai meritevoli si è capito invece dove finiranno.
Nella manovra è scritto chiaramente: andranno a ripianare parte dei debiti
che lo Stato ha contratto con le scuole, dopo che solo per il 2010 il
governo aveva già decurtato di più di 226 milioni di euro il fondo per il
funzionamento delle istituzioni scolastiche.

E dal 2012 lo scalone: tutti in pensione a 65 anni!

Se volete potete piangere nella vostra cameretta...
...altrimenti potete venire con me e la FLC-CGIL ad occupare
simbolicamente il provveditorato di vicenza LUNEDI' 14 giugno dalle ore 12
alle ore 16.

Non serve a niente?
Piangere nella vostra cameretta, invece...

lunedì 7 giugno 2010

Per le piccole formiche tenaci postiamo due proposte, diverse ma complementari, perché il fare trova senso e radici nei nostri pensieri e nelle nostre convinzioni: dunque granelli di sabbia e briciole di cemento per cercare di chiudere qualcuna delle mille crepe che altri stanno aprendo nei muri della scuola e parole della lettera bellissima di un'insegnante a Tremonti.

I granelli sono quattro documenti che si sta cercando di far votare nelle varie realtà per poi pubblicizzarli alla stampa e inviarli a USP, USR e Ministero dopo il 20 giugno:
  • uno, per la primaria, relativo al fatto che verranno eliminati gli insegnanti specialisti d'inglese
  • un altro, sempre per la primaria, contro il vincolo quienquennale all'adozione dei libri di testo
  • uno sui bilanci per i Consigli di Istituto, già sottoscritto da più di quaranta istituti
  • uno, per i collegi delle superiori, sulla riforma, anche questo già votato in molti collegi
Documenti ne abbiamo già fatti tanti, ma non vogliamo essere complici di quello che sta accadendo con il nostro silenzio, e quindi continueremo a dire e a fare.
Tutti i documenti si possono scaricare dal sito
www.difesascuolapubblica.blogspot.com
Vi chiediamo di inviare, dopo l'approvazione, copia del documento o degli estremi di approvazione a noi o all'Assemblea di Vicenza.
Questa è un'iniziativa che i Comitati veneti per la Buona Scuola hanno condiviso nell'ultima riunione.

Questo è invece il link della lettera di Mila Spicola, pubblicata su Micromega
temi.repubblica.it/micromega-online/cosi-i-tagli-uccidono-la-scuola-pubblica-lettera-di-uninsegnante-al-ministro-tremonti
Leggerla, sono due minuti spesi bene.

mercoledì 2 giugno 2010

Un paio di settimane fa Marialuisa Busi, conduttrice del TG1, ha inviato questa lettera.

Abbiamo evidenziato il passaggio che parla della scuola e di come quasi tutta la televisione manipoli l'informazione nascondendo i problemi reali. La Busi denuncia un fatto gravissimo, ma non si limita a questo. Con le sue parole e il suo comportamento ci ricorda molte cose: che chi ama il proprio lavoro non si comporta come un suddito prono e scodinzolante; che la dignità di una persona intelligente e onesta non si compra e non si vende; che abbiamo il dovere di continuare a dire la verità anche se in Italia questo non è più un merito ma, anzi, una colpa da perseguire.



AL Dott. Augusto MINZOLINI

Al CDR

p.c. Dott. Paolo GARIMBERTI

p.c. Prof. Mauro MASI

p.c. Dott. Luciano FLUSSI

Caro direttore,

ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa e’ per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilita’ nei confronti dei telespettatori. Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza RAI Sergio Zavoli : “la piu’grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura ha visto trasformare insieme con la sua identita’, parte dell’ascolto tradizionale”.Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perche’ e’ un grande giornale. E’ stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati.

Questo e’ il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non e’ mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del TG1 e’ un’informazione parziale e di parte.Dov’e’ il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perche’ negli asili nido non c’e’ posto per tutti i nostri figli?Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perche’ falliti?Dov’e’ questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.

L’Italia che vive una drammatica crisi sociale e’ finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un’informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull’inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l’infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della piu’ importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di piu’ alto profilo e interesse generale. Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, puo’ soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell’affidamento dei telespettatori e’ infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. E’ lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori. I fatti dell’Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E’ quello che accade quando si privilegia la comunicazione all’informazione, la propaganda alla verifica. Un’ultima annotazione piu’ personale. Ho fatto dell’onesta’ e della lealta’ lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non e’ tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente.

Pertanto:1) respingo l’accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo gia’ mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralita’ delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma e’ palese che non c’e’ piu’ alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta e’ fuori, prima o dopo.

2) Respingo l’accusa che mi e’ stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza e’ quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.

3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all’azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di “danneggiare il giornale per cui lavoro”, con le mie dichiarazioni sui dati d’ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: “il tg1 dara’ conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgera’ i fatti in ossequio a campagne ideologiche”. Posso dirti che l’unica campagna a cui mi dedico e’ quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita “tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editoriali” e via di questo passo. Non e’ cio’ che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate rispondera’ il mio legale.

Ma sappi che non e’ certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto.Non di ammirazione viviamo,dice, ma e’ di rispetto che abbiamo bisogno.Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verita’. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere.

Marialuisa Busi

Roma, 20 maggio 2010

martedì 25 maggio 2010

Il senatore Pdl Giorgio Rosario Costa presenta un disegno di legge secondo cui la scuola dovrebbe iniziare a ottobre ("dopo il 30 settembre") per favorire il turismo.
I problemi della scuola vengono dopo tutto, in Italia, e che siano secondi anche all'andamento della stagione balneare non ci stupisce.
Paola Mastrocola, insegnante e scrittrice, plaude all'iniziativa adducendo due importanti motivazioni: il primo di ottobre è il suo compleanno e poi, per come è oggi la scuola, meno ci stanno i ragazzi e meglio è.
Ma che razza di insegnante è, la Mastrocola?
Ma che scuola fa, per parlare in questo modo?
Viene in mente un commento letto in "a Paola Mastrocola palline e galline", un blog che le ha dedicato una sua fan:
"Povera Italia siamo ridotti male se ci mettiamo a dedicare un blog alla Mastrocola. L'ho avuta come insegnante e valeva 0"
Speriamo quindi che i suoi libri le diano abbastanza da vivere, che la si possa annoverare tra gli ex insegnanti e che abbia lasciato spazio a chi alla scuola, invece, ci crede.

martedì 18 maggio 2010

Marcia della Pace Perugia Assisi 16 maggio 2010

In questi giorni gli insegnanti delle scuole primarie hanno dovuto sottoscrivere una dichiarazione attestante il proprio livello di conoscenza della lingua inglese. Come già avevamo detto, il proposito è di eliminare gli specialisti di inglese e di sostituirli con gli insegnanti di classe che verranno preparati con dei corsi.
Partendo da una situazione dove il docente aveva modo di approfondire la propria disciplina, sia nei contenuti che per le metodologie didattiche, e di acquisire quindi una buona competenza professionale, compiamo un altro passo verso la figura di un tuttologo che, come ha osservato un bambino di prima, "insegna un pochino di tutto".
Appunto, un pochino. Ma evidentemente c'è chi pensa che per insegnare alla primaria basti sapere "un pochino", e pazienza se negli ultimi trent'anni le cose sono diventate un po' più complicate e difficili e il mondo, i bambini, i saperi e le richieste sono piuttosto cambiati dai tempi in cui c'era il maestro unico.

Mettiamo a disposizione tra i materiali il documento che è stato approvato ieri all'unanimità dal Collegio dei docenti delle scuole primarie di Santorso e che contiene alcune considerazioni al riguardo. La versione è quella approvata in collegio ma ci è stato poi suggerito che si potrebbe utilmente integrare anche con il periodo che riportiamo sotto, che esplicita come l'effetto delle norme volute da Gelmini e Tremonti, e probabilmente anche il loro intento, sia di affossare la scuola pubblica a tutto vantaggio della privata, e il boom di iscrizione di quest'anno alle scuole private lo prova in maniera incontestabile.

Riteniamo che nessuno in buona fede possa sostenere che l’insegnamento che questi docenti potranno dare, al di là della loro buona volontà, possa minimamente garantire un apprendimento adeguato ai loro alunni. Questo nella scuola pubblica a fronte oltretutto di una scuola privata che nell’ insegnamento delle lingue ricorre sempre più frequentemente a docenti madrelingua

sabato 15 maggio 2010

Giovedì 20 maggio alle 20,30 nella saletta del museo archeologico di Santorso ci sarà un incontro dei comitati veneti per la Buona Scuola.
E' un'occasione per incontrarci, valutare le iniziative attuate, fare il punto della situazione e vedere assieme come andare avanti.
Veniamo da province diverse e ogni riunione, pur con le fatiche che comporta, ci serve ad allargare l'orizzonte e a riprendere forza vedendo che - come piccole formiche tenaci e determinate - altri come noi lavorano per difendere l'importante diritto costituzionale di una buona scuola pubblica.
Non importa se non siete riusciti ad attuare niente, o se intorno a voi tutti sembrano rassegnati o poco interessati a quello che sta succedendo: venite comunque.
L'informazione e il confronto sono sempre importanti.