giovedì 28 febbraio 2013

E  INTANTO, IN FRANCIA......

La finanziaria francese 2013 costituisce per l'Educazione nazionale una netta inversione di tendenza rispetto al quinquennio precedente, caratterizzato da massicce soppressioni di cattedre.
Conformemente al programma di Francois Hollande, appaiono prioritari quattro settori: impiego, giustizia, sicurezza e, soprattutto, educazione. Infatti il 90 % delle 60mila assunzioni da effettuare per concorso durante il mandato sarà riservato alla scuola, con la sostituzione integrale di tutti gli insegnanti che andranno in pensione e la creazione ( resa possibile da riduzioni d'organico in altri ministeri) di 9000 nuovi posti già nel 2013.
La scuola francese  reste un cantiere aperto: la scuola primaria verrà trasformata anche con l'applicazione del principio " più maestri che classi" e l'esecuzione assistita dei compiti all'interno delle scuole.
( da "La vita scolastica" n.7 del 2013)

lunedì 11 febbraio 2013

La dura vita degli insegnanti precari


"E’ un tunnel dove la luce non c’è mai. Non è come dice Monti, la luce in fondo al tunnel non si vede”. Antonietta è una delle centinaia di maestre che ogni mattina parte all’alba dalla Campania e non solo per raggiungere Roma, dove – forse – l’attende una giornata di lavoro. Da sette anni prende il treno delle 4,37 da Villa Literno per raggiungere la capitale in tempo per l’inizio delle lezioni. A lei, quest’anno, è andata bene: la supplenza durerà fino a giugno. Ma buona parte dell’esercito delle precarie che ogni mattina arriva a Termini non è altrettanto fortunata. Le maestre arrivano a Roma entro le 7.30, nella speranza di essere chiamate da qualche istituto. E se il telefono non squilla, si torna a casa come se nulla fosse. “Profumo, che è insegnante, dovrebbe capire le nostre difficoltà – dice Simonetta, 48 anni da Frosinone – Non ce la facciamo più, siamo stanche di fare precariato, vogliamo la nostra dignità”. Poi, uno dei suoi due telefoni sul tavolo squilla: “Mi hanno chiamata, faccio tre giorni”. Per questa volta il viaggio non è andato a vuoto ...
(Guarda il video
11 febbraio 2013

martedì 15 gennaio 2013

Un'iniezione di ottimismo, in questi tempi cupi..

Massimo Gramellini - Signora Maestra

(Dalla Stampa - rubrica: Buongiorno, 29/05/2012)

Domenica sera ho condiviso con una trentina di temerari uno spericolato esperimento sentimentale: il raduno dei compagni di classe delle elementari.
Erano quarant’anni e centomila capelli che non ci si vedeva e per farsi riconoscere ciascuno si era pinzato sul petto una targhetta con nome, cognome e una propria foto di allora. E' stata una delle serate meno nostalgiche della mia vita: il passato da rammentare era così remoto che sembrava futuro.
Si è parlato tantissimo di progetti e speranze, pochissimo di calcio, niente di politica. Ma si è parlato soprattutto della, e con la, Maestra.
Era per i suoi 88 anni appena compiuti che avevamo apparecchiato lo spettacolo, salvo accorgerci in fretta che lo spettacolo era lei. Buona ma non debole, la schiena ancora dritta come i suoi pensieri. La Maestra. Quella che ci aveva insegnato a leggere con i libri di Primo Levi e di Rigoni Stern.
Anche l'altra sera ha ascoltato con attenzione il primo e l'ultimo della classe declamare "bosco degli urogalli" e poi ha dato loro il voto: basso e però giusto, come sempre.
Si aggirava fra i suoi scolari attempati distribuendo carezze ruvide e rimproveri dolci. Nel guardarla pensavo all'esercito silenzioso di cui quella donnina formidabile fa parte: le maestre elementari della scuola pubblica italiana che hanno tirato su una nazione con stipendi da fame, ma meritandosi qualcosa che molti potenti non avranno mai. Il nostro rispetto.
Prima di andare a dormire ci ha detto che averci avuti come alunni era stato, per lei, come riceverci in dono.
Poi ci ha baciati sulla fronte, uno a uno. Sono rientrato a casa con addosso l'energia di un leone.

domenica 30 dicembre 2012

Il nostro blog aveva ricordato qualche tempo fa il bel libro di Gianfranco Zavalloni "La pedagogia della lumaca". Con qualche mese di ritardo vi diamo la triste notizia della scomparsa di questa importante figura di educatore e pedagogista. Gianfranco Zavalloni sarà sicuramente ricordato per molto tempo e vi invitiamo a conoscerlo meglio leggendo le pagine che vi citiamo qui sotto. Aggiungiamo un suo ricordo uscito sulla pagina web della rivista "La vita scolastica".

http://www.scuolacreativa.it/personale.html

http://www.scuolacreativa.it/


Il 19 agosto 2012, a Cesena, Gianfranco Zavalloni, è stato portato via da un male senza cura. Aveva 54 anni.

Una giovane età, per andarsene, anche perché Gianfranco di vite sembrava averne molte, come i gatti.

È stato per sedici anni maestro di scuola materna. Ha lavorato come dirigente scolastico a Modena, Carpegna, Pennabili, Rimini, Gatteo e a Sogliano al Rubicone, suo ultimo incarico. Dal settembre 2008 al marzo 2012 è stato responsabile dell'Ufficio Scuola del Consolato d'Italia di Belo Horizonte, in Brasile.

Ma è stato anche burattinaio, sia come animatore di spettacoli del teatro di figura sia come costruttore di burattini. È stato un disegnatore e pittore di altissima qualità.

Ed è stato anche un educatore alla pace e un ecologista vero, tra i fondatori del movimento dei Verdi italiani e primo consigliere comunale eletto nelle liste ecologiste nel 1985. A Cesena aveva fondato e costruito materialmente l’«Ecoistituto delle tecnologie sostenibili» e si era inventato il movimento degli Orti di pace.

Ed è stato poi un grande pedagogista, sia nella pratica educativa che nell'elaborazione teorica, scrivendo, tra le molte cose, un libro fondamentale come La pedagogia della lumaca (2008). E moltissimo altro ancora, come si può vedere a partire dal suo sito.

Carlo Ridolfi

mercoledì 12 dicembre 2012

"Un Paese che distrugge la sua Scuola,
non lo fa mai solo per soldi,
perchè le risorse mancano
o i costi sono eccessivi.
Un Paese che demolisce l'istruzione
è già governato da quelli che
dalla diffusione del sapere
hanno solo da perdere."

(Italo Calvino)

venerdì 7 dicembre 2012

da Repubblica del 6 dicembre, un interessante articolo ricco di spunti per riflettere...

Appello perché bimbi e bimbe fino a 8 anni
siano liberi da schermi e computer nella scuola

di FRANCO LORENZONI, maestro elementare


Il Ministero dell'Istruzione progetta di portare in sempre più aule le LIM (Lavagne Interattive Multimediali), cioè schermi giganti collegati a un pc, in un momento in cui le classi si affollano sempre più di bambini - fino a 30 e 31 - e quando è assente un insegnante spesso si accorpano e il numero cresce. A partire dal prossimo anno, inoltre, i libri di testo cartacei saranno progressivamente sostituiti con supporti informatici da leggere su tablet.
Tutto ciò avviene in un contesto in cui, con la diffusione di I-phone e cellullari dell'ultima generazione, genitori ed adulti sono ovunque e sempre potenzialmente collegati alla rete, dunque sconnessi o connessi solo a intermittenza con i bambini che hanno vicino.
Ben prima del diluvio tecnologico, dilagato in ogni casa e ogni tempo, bambine e bambini si sono trovati a fare i conti con adulti distratti. Ciò che sta cambiando radicalmente e rapidamente è che ora, nel reagire alle consuete distrazioni adulte, bambini anche molto piccoli trovano facilmente anche loro attrazioni altrettanto potenti.



sabato 10 novembre 2012

Anche le prof , nel loro piccolo....

Siedono in cerchio nelle piazze storiche, nella galleria Vittorio Emanuele a Milano, in piazza Sant'Oronzo a Lecce o alla stazione metro Garbatella a Roma. Tra le ginocchia hanno i compiti dei loro studenti. E li correggono.
I professori scendono in piazza e portano in strada il loro lavoro, sotto gli occhi dei passanti che li osservano incuriositi..è la nuova "tendenza" delle proteste, contro tagli e riforme al ribasso della scuola.
E così, dal nord al sud d'Italia, li vedi correggere i compiti e preparare le lezioni per strada, dove capita, purchè tutti vedano il loro lavoro sommerso.
( dal Venerdì di Repubblica del 9 novembre 2012)

E IL GIORNO 13 NOVEMBRE, MOBILITAZIONE CON ASSEMBLEE SINDACALI IN TUTTA ITALIA NELLE PRIME DUE ORE DI LEZIONE.
Con la speranza che qualcuno se ne accorga!