sabato 23 luglio 2011

La sagra della luganega
Gli studenti universitari più bravi hanno protestato perchè pare che la Regione non trovi i soldi per le loro borse di studio. In compenso arrivano 170mila euro a foraggiare sagre locali di luganeghe, griglie roventi e spiedini vari, il tutto per rendere onore alla nostra identità veneta.
Nessun lettore del blog, ci auguriamo, vorrà mettere in dubbio l'importanza di valorizzare le nostre radici a partire dai bei tempi in cui si cacciava con la clava e si arrostiva la carne nel buio di grotte e spelonche. E gli studenti se ne facciano una ragione: vogliono soldi? Si inventino qualche bella sagra, la fantasia non manca.

giovedì 14 luglio 2011

estate, tempo di abbandoni....

Dal 2000, gli abbandoni scolastici nelle scuole superiori superano il 30 %.
Dei 616645 iscritti nel 2005, sono arrivati alla fine degli studi superiori 420872.
Circa un terzo dei fuggitivi prova a prendere un titolo di studio rifugiandosi nelle scuole private.
Ma ogni anno in 120mila vanno ad ingrossare le fila dei neet ( not in education, employment or training). Negli ultimi anni, i neet italiani tra i 15 e i 29 anni sono circa due milioni, oltre il 21 % delle leve anagrafiche, superati solo da bulgari e romeni.
( da Internazionale, 8-14 luglio 2011)

giovedì 16 giugno 2011

Le formiche, nel loro piccolo..

Dedicato alle formiche che sono andate a votare, portando vecchie zie e vicini di casa riottosi...

CHI VUOLE PRIVATIZZARE L'ACQUA
DOVREBBE DIMOSTRARE
DI ESSERE ANCHE IL PADRONE
DELLE NUVOLE
DELLA PIOGGIA
DEI GHIACCIAI
E DEGLI ARCOBALENI...

Erri De Luca

giovedì 9 giugno 2011


Signori e Signore, oggi vogliamo presentare a questo splendido pubblico la FORMICA NOGELMINI. Ben vedete la sproporzione tra l'animaletto e il carico con cui si cimenta.
Ma la FORMICA NOGELMINI non demorde e difficilmente si dà per vinta.
In queste settimane essa ha trascinato grossi pacchi di volantini sui referendum.
Non è questione di versatilità: essa sa bene che giustizia, acqua e ambiente sono beni comuni e patrimonio di tutti, tanto quanto la scuola.
Raggiungere il quorum la farebbe felicissima: date una mano alla FORMICA NOGELMINI!

domenica 5 giugno 2011



Brunetta e la scuola della rottamazione
di Marina Boscaino

Le sollecitazioni – ahimè – sono molte. E così, come capita da tempo, ecco qualche passo nei paradossi di una gestione della nostra scuola pubblica che rasenta il delirio. Come sanno anche i non addetti ai lavori, Brunetta conduce fiero una propria personale offensiva contro il mondo della scuola, che si colloca nella più generale caccia al fannullone nel pubblico impiego; per il ministro giustiziere sono settori identici, frequentati dalla stessa brutta gente: non se ne può più di assenteismo, insubordinazione, dichiarazioni contro l’amministrazione, mancanza di efficacia ed efficienza. Come nell’indimenticabile imitazione di Crozza, l’insofferenza e gli sbuffi del randellatore Brunetta si riverberano in una squallida notte in cui tutte le vacche sono nere e dove principi e ritorsioni si confondono in un’unica visione punitiva.


La scorsa settimana, raccolta di firme indirizzate al sen. Colli, portavoce del Ddl sulla privatizzazione del sostegno, provvedimento che minaccia di cancellare una norma di civiltà che tutta Europa ci invidia e che – se dovesse passare – costituirebbe un precedente di imposta sull’inclusione; particolarmente odiosa e ignobile, perché a pagare sarebbero le famiglie dei disabili: continuare ad integrare i propri figli nella scuola di tutte e di tutti.

Ma ecco: colpo di scena! La Ragioneria dello Stato pubblica il Massimario dei rilievi ispettivi – anno 2010”, che riporta le principali violazioni alla norma, nel nostro caso da parte delle scuole. Alla voce correttezza della procedura si legge: indebito accollo alle famiglie degli alunni di contributi dovuti in forma obbligatoria dagli Istituti. Il cosiddetto “contributo volontario” – una tassa il cui pagamento viene di fatto imposto ai genitori – era usanza solo delle scuole superiori; ma, dal 2008, considerate le condizioni in cui versano gli istituti, anche molti dirigenti di altri tipi di scuola hanno iniziato a esigere questa forma di finanziamento ora dichiarata indebita.

venerdì 27 maggio 2011

ULTIMI GIORNI DI SCUOLA, urge un breve ripasso...
(ci aiuta un articolo comparso oggi sul Venerdì di Repubblica)

1. Riduzione della spesa
Il documento Economia e Finanza del Governo per il 2011 prevede la diminuzione della spesa per l'istruzione dal 4,5 al 3,3 del pil (fino al 2040).
Considerate che la media OCSE è fissata intorno al 5,7 % ... (come sempre, ci piace primeggiare!)
2. Le famose tre I
Inglese e internet (su impresa è meglio sorvolare) sono oggi le più penalizzate; l'inglese in particolar modo, i cui insegnanti soffrono di tagli draconiani (sono circa la metà degli 8000 insegnanti in meno). Ma non temete, si può sempre introdurre lo studio del dialetto.
3.Scuola discount
Mentre le migliori università americane vengono a studiare il modello di scuola emiliano, con scuole d'infanzia d'eccellenza, noi adottiamo un modello di scuola anglosassone, con i test-quiz e i dirigenti manager. Tagli su tagli ai bilanci d'Istituto impediranno anche la realizzazione di quei progetti di "ampliamento dell'offerta formativa" che permettevano alla scuola di aprirsi alle diverse realtà locali.
4. I tagli
Si tolgono fondi alla scuola pubblica (8 milardi in tre anni, 1 miliardo e mezzo all'Università), ma rimangono inalterati i finanziamenti alle scuole private.
5. Ore di scuola
Alla primaria, pesanti tagli all'orario settimanale (come conseguenza della diminuzione di organico). Qualcuno ha chiesto alle famiglie se fossero d'accordo?

giovedì 12 maggio 2011

SBOCCIANO LE ROSE, ARRIVANO LE INVALSI...

Boicottaggio prove Invalsi? Conseguenza di un problema di comunicazione.
È scattata finalmente l’ora “x” delle prove Invalsi. Le notizie di boicottaggio non mancano, le smentite neppure. I Cobas, ovvero i “contro” più accaniti, forniscono cifre alte di adesione alla protesta in alcune città, dal 20 al 30%. Ma il Miur con un comunicato si affretta a rispondere che su un campione di 2.300 classi, solo 3 non hanno svolto la prova, e quindi “è logico ritenere che, su tutto il territorio nazionale, la percentuale delle classi dove il test non è stato svolto sia dello 0,13%”.
Certo che, soprattutto nella secondaria di II grado, i malumori non sono mancati, e neppure le prese di posizione da parte di alcuni collegi docenti, pur definite “improprie” dal Ministero. Perfino qualche associazione di genitori ha espresso ufficialmente il suo dissenso, accusando in particolare l’ “assoluta mancanza di informazione alle famiglie”.
Già, la mancanza di comunicazione: fuori dalle conferenze di servizio per addetti ai lavori, non sono arrivate in tempo utile da fonte istituzionale quelle argomentazioni necessarie a fare chiarezza, e si è lasciato che per mesi montassero le polemiche.
Sul piano giuridico, le prime precisazioni del Miur arrivano solo con la Nota del 20 aprile 2011. In buona sostanza, la tesi è che la rilevazione degli apprendimenti da parte del Servizio nazionale di valutazione costituisce un indispensabile strumento di sviluppo di una “autonomia responsabile”, finalizzata all’autovalutazione, al miglioramento e a “rendere conto dei risultati ottenuti”, come previsto proprio dal Regolamento 275/1999. La Nota del direttore generale Carmela Palumbo cerca altresì di smontare una delle obiezioni più consistenti opposte da tutti i sindacati: l’impegno “aggiuntivo” del personale va in qualche modo previsto nel piano delle attività e riconosciuto economicamente.
Seconda ambiguità: bisognava “sgomberare il campo dall’idea che valutazione coincida con controllo, sanzione, giudizio, quindi con un significato negativo, quasi minaccioso” e “costruire una cultura della valutazione sufficientemente condivisa anche all’interno della scuola, oltre che dall’opinione pubblica”, come ben argomentato da Giancarlo Cerini in un articolo del 29/4/2011.
Invece solo nel giorno delle prove, il 10 maggio 2011, in una intervista al Messaggero, il ministro Gelmini afferma con decisione che certi timori sulle prove Invalsi sono infondati: “Voglio che sia chiaro che con la valutazione non vogliamo punire nessuno, ma apportare miglioramenti al sistema”. Ma allora non si poteva fare prima un adeguato “piano di comunicazione”?
( Anna Maria Bellesia , da " La Tecnica della scuola" )