lunedì 29 novembre 2010

Pubblichiamo un appello del Collettivo Studenti di Vicenza

Luogo: piazzale Stazione FS vicenza
Ora: martedì 30 novembre 2010 9.00
>>> http://www.facebook.com/event.php?eid=176793252332031&ref=mf <<<

FERMARLA SI PUO', ORA! -

APPELLO A TUTTI GLI STUDENTI MEDI E UNIVERSITARI a\di VICENZA e agli studenti pendolari e fuorisede che studiano in città

Martedì prossimo alla Camera dei Deputati ci sarà la votazione finale per l'approvazione del DDL "Gelmini" destinato a distruggere l'università e la ricerca pubblica di questo Paese. La riforma racchiude in sé tutte le contraddizioni politiche e sociali che la nostra generazione si trova a dove...r combattere: un futuro fatto di precarietà; la cancellazione della democrazia dai processi decisionali; la finanziarizzazione della conoscenza; la ricerca insensata di profitto da ogni attività sociale e culturale. L'attacco, come ripetiamo senza sosta da almeno due anni, è sistematico: colpisce la struttura dell'università e al contempo ne azzera i fondi per ottenere un'obbligata privatizzazione. E sistematica è stata la risposta del mondo del sapere: siamo stati in grado di mettere in discussione le logiche del potere e la sua arroganza.


....SE CI BLOCCANO IL FUTURO NOI BLOCCHIAMO LA CITTA'..

blocchiamo tutto! blocchiamo la riforma

Siamo riusciti a minare un consenso trasversale che il DDL aveva riscontrato fin dalla sua presentazione; abbiamo smascherato una cantilenante retorica sul “merito”, dimostratasi un cavallo di troia per privatizzazioni, riduzione di diritti, torsioni autoritarie. Accanto allo strumentale discorso meritocratico proseguono i tagli al diritto allo studio, distruggendo così le prospettive di migliaia di studenti e studentesse che vedono loro negata la possibilità stessa di studiare. La presunta volontà di premiare i “migliori”, senza garantire le medesime opportunità a prescindere dalle condizione socio-economiche di partenza, appare ai nostri occhi una presa in giro ed evoca un’idea che credevamo anacronistica: il classismo.

Una prospettiva che intendiamo rifiutare perché richiama politiche di esclusione, innalza muri che ritenevamo abbattuti, divide il paese tra chi può e chi non può. Oggi questo concetto lo troviamo scritto tra le righe di un DDL, rivendicato a male parole dai comunicati stampa del Ministero o dai “videomessaggi” su youtube.

L’attuale opposizione frontale a questa legge, richiede pratiche che obbligano il mondo dell’università ad uno scatto di consapevolezza maggiore per rispondere, qui ed ora, a chi intende approvare la riforma. Oggi più che mai siamo (e dobbiamo essere) in grado di coniugare un'enorme potenzialità costruttiva, frutto anche delle sinergie con tutte le parti dell’università in mobilitazione, con una forte opposizione all'ennesimo (nel senso di ultimo, sia per il governo che per gli atenei) disegno legislativo calatoci dall'alto.

Martedì il DDL Gelmini sarà alla Camera per la sua discussione e votazione finale per diventare poi Legge di Stato a tutti gli effetti. In questi pochi giorni spetterà a noi impedire l’approvazione di una riforma che attenta al futuro di questo paese e della nostra generazione. Pochi giorni in cui noi studenti, su tutti, abbiamo l’obbligo morale di riunire ed organizzare le forze per contrapporci radicalmente all’approvazione finale della legge Gelmini.

MARTEDì 30 novembre dobbiamo occupare le università, bloccare la didattica, riempire le strade.

INVITIAMO A MANIFESTARE ANCHE TUTTI I RAGAZZI DELLE SCUOLE SUPERIORI: se volete trovare ancora l'università pubblica per i prossimi anni, è il momento di tornare a riprendersela


Tutto il paese dovrà scegliere da che parte stare: con l’università pubblica o contro di essa!

__________

PER GLI STUDENTI UNIVERSITARI :

appuntamento martedì 30 ore 9.00 nel piazzale della stazione FS a Vicenza


PER LE SCUOLE SUPERIORI:

facciamo appello a tutti gli studenti di organizzarsi autonomamente tra di loro poichè c'è poco tempo, gli studenti più attivi devono contattarsi e organizzare una specie di sit-in davanti le loro scuole per tener fuori piu studenti possibile, poi ci si riunirà insieme agli universitari in stazione alle 9.



NB:

ASSEMBLEA STRAORDINARIA DEL COLLETTIVO: LUNEDì 29 alle ORE 16 informagiovani(teatro astra). SONO INVITATI ANCHE TUTTI GLI UNIVERSITARI

mercoledì 24 novembre 2010

Questa riflessione di Patrizia Valduga è stata pubblicata su "La Repubblica delle donne" due anni fa, quando si cominciava a parlare dei "grembiulini" della Gelmini.
Ve la proponiamo in un momento in cui, archiviati i grembiulini, sono stati però messi in atto nella scuola molti cambiamenti che penalizzano chi ha minori risorse economiche e quindi, di fatto, ne limitano la possibilità di esercitare pienamente il diritto allo studio. Un momento in cui gli insegnanti sono stati fatti oggetto di un'intenzionale campagna denigratoria che li ha dipinti come incapaci e fannulloni. Un momento in cui riflettere sulla scuola e parlarne diventa una colpa. In cui sembra che i maggiori sforzi di molta TV, di molti giornali, di molti politici siano volti a far sì che la gente non si accolli questo sforzo, dipinto così inutile, che è cercare di pensare.

Se penso
Ho portato il grembiule per i miei tredici anni di scuola, quando serviva a proteggere i vestiti, non a nascondere le diverse estrazioni sociali, che restavano bene in evidenza in tutto il resto, dalle scarpe alle cartelle, alle merende. Quello che uniformava noi alunni non era l'uniforme, era l'insegnante, che sembrava non sapere niente delle nostre famiglie ma, se vedeva il figlio di un ricco borghese fare l'arrogante o lo sprezzante con il figlio di un operaio, provvedeva a interrogarli entrambi e a dimostrare a tutti che, almeno per quel giorno, il primo valeva meno del secondo. Per me sono solo gli insegnanti che contano, quando sanno insegnare a pensare.
Io li pagherei più di un amministratore delegato.

lunedì 15 novembre 2010

Scaricabile dai documenti

Perché mercoledì 17 novembre 2010 la scuola sciopera per un'ora?


Per difendere il diritto democratico di esprimere le proprie opinioni.


  • Giugno 2009: tre maestre delle scuole di Longhena (Bologna) vengono sottoposte a un provvedimento disciplinare perché, partecipando a una tavola rotonda, hanno criticato la “riforma” Gelmini.

  • 27 aprile 2010: In Emilia Romagna il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale Marcello Limina invia ai presidi una circolare riservata in cui invita i dipendenti della scuola ad astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possano ledere l’immagine dell’Amministrazione Pubblica. Chiede loro di vigilare sugli insegnanti: essi debbono informare il dirigente se hanno rapporti con la stampa e non debbono inviare documenti, appelli o richieste a nessuna autorità politica o amministrativa fuori dalla scuola. Anche le comunicazioni degli insegnanti ai genitori debbono seguire questi criteri.

  • 8 giugno 2010: la preside di Calenzano (FI), riguardo alla protesta ai cancelli della scuola, scrive al personale che “è categoricamente vietata qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro della Pubblica Istruzione”.

  • Settembre 2010: il prof. Francesco Mele, docente di Chimica presso l’IIS Meucci di Carpi, viene censurato per aver proposto, assieme alla maggioranza dei componenti il collegio, la messa in votazione di una mozione di critica ai provvedimenti Gelmini/ Tremonti e per avere difeso le competenze del Collegio dei docenti nei confronti del Preside.

  • 21 ottobre 2010: viene pubblicato il nuovo Codice disciplinare per i dirigenti scolastici: se rilasciano dichiarazioni considerate lesive dell'immagine dell'amministrazione potrebbe scattare la "sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino a un massimo di tre mesi”.


LA RIFORMA GELMINI HA DANNEGGIATO GRAVEMENTE LA SCUOLA PUBBLICA. IMBAVAGLIARE INSEGNANTI E PRESIDI NON RISOLVERÀ IL PROBLEMA ED È UN BRUTTO SEGNALE PER LA DEMOCRAZIA




lunedì 8 novembre 2010

è una notizia, no sono due

Anno 2000: la Gelmini nel Comune di Desenzano è presidente del Consiglio Comunale.
Viene sfiduciata dai suoi stessi compagni di partito per "manifesta incapacità e improduttività politica e organizzativa" (eh sì, avevano visto bene).
Questo ormai lo si sa: è stato pubblicato in alcuni giornali ed è girato moltissimo in rete.
La seconda notizia è che gli amministratori del Comune di Desenzano, alla faccia della tanto vantata trasparenza, hanno blindato l'atto relativo, la delibera n. 33 del 31 marzo 2000, e non lo fanno vedere a nessuno.
Nell'ottobre dell'anno scorso l'avevamo richiesta anche noi: cerchiamo sempre di documentarci in modo accurato su quello che diciamo. Quando la chiedemmo per mail ci dissero che bisognava utilizzare un apposito modulo, quando inviammo il modulo ce la negarono.
Lo stesso è appena accaduto a uno degli animatori della rivista satirica MAMMA , e col link potete rendervi conto direttamente delle motivazioni utilizzate dall'amministrazione per tenere i cassetti ben chiusi.
Eppure questo non è gossip: la Gelmini è un personaggio pubblico, ricopre una carica pubblica e per questo viene pagata. Quanto è accaduto non riguarda la sua vita privata, ma il ruolo pubblico che ricopriva a Desenzano. La delibera è un atto pubblico, e infatti nel 2000 è stata pubblicata per due settimane prima di venire tolta dalla circolazione.
Gli amministratori di Desenzano svolgono il proprio compito su mandato della comunità e sono ricompensati anche economicamente per il lavoro che fanno.
Però sembra che, più che gli interessi di tutti, facciano soprattutto gli interessi di qualcuno.

Diamo qui di seguito alcuni appuntamenti. Chi volesse sapere meglio orari e luoghi ci mandi una mail.
  • martedì 9 novembre a Schio incontro con l'associazione studenti medi e universitari per la gestione dell'aula studio e delle attività collegate
  • giovedì 11 novembre a Vicenza incontro dlel'Assemblea Difesa Scuola Pubblica
  • martedì 16 novembre incontro del Salvalascuolapubblica
  • mercoledì 17 novembre l'ora di sciopero della CGIL (proporremo il volantino in settimana)

martedì 26 ottobre 2010

E mò basta

L'invito ci è giunto da molteplici mittenti per cui speriamo che l'iniziativa, in corso da qualche giorno, sia già diffusa. Se però anche una sola altra persona leggendo questo blog vi aderisse, quello di oggi sarebbe già un post ben speso.
Ben sappiamo tutte le belle cose attuate dal nostro governo: basta che ci guardiamo intorno e le tocchiamo con mano ogni giorno. Il Presidente del Consiglio vuole però celebrarle come meritano e ha annunciato che invierà a tutte le famiglie italiane (a spese dei contribuenti, ovviamente) un libro che le magnifichi (scusate, volevamo dire che le indichi obiettivamente).
La proposta è di inviare una mail dicendo che non si vuole ricevere tale libro e chiedendo che il corrispettivo venga destinato ad una diversa causa: salute? cultura? noi, per vocazione del blog, indichiamo la scuola. A farlo ci vuole poco più di un minuto.

Basta collegarsi al sito del governo (cliccate su "sito" per aprire il link), scrivere i propri dati e incollare il testo seguente, o altro a piacere.


Con riferimento all’annuncio del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di inviare ad ogni famiglia italiana il libro “Due anni di governo”, mi preme comunicare che non desidero riceverlo, essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella fattispecie articolo 13 comma “e”. Chiedo inoltre che la spesa relativa che si risparmierà venga messa a disposizione del Ministero della Scuola pubblica. Mi auguro che in un tempo in cui gli Italiani e le Italiane fanno sacrifici enormi e la disoccupazione interessa oltre 10 milioni di persone, il governo receda da questa insana e immorale iniziativa, spendendo denaro pubblico per pubblicità governativa. Saluti.

giovedì 21 ottobre 2010

Sempre che si faccia (problemi di rarefazione), noi ci siamo!


Perché lunedì 25 ottobre 2010 scioperiamo per un'ora?


Per denunciare alcune delle molte bugie che sono state dette


“Non ci sarà nessun taglio alla scuola. Stanno arrivando messaggi assolutamente falsi e inutili allarmismi” (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ottobre 2008)

In tre anni sono stati eliminati 200.000 lavoratori, il più grande licenziamento di massa della storia italiana. Già 576 insegnanti e 400 tra bidelli e altro personale in provincia di Vicenza


“Non verranno toccate né la sanità, né le pensioni, né la scuola né l'Universita'. Non aumenteremo le tasse. Non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani” (Berlusconi, maggio 2010)

I genitori ora pagano di tasca propria i pomeriggi che le scuole non riescono più a coprire, versano contributi “volontari” sempre maggiori (più di 100 euro in alcune scuole superiori di Schio), non hanno più l'apertura anticipata se vanno al lavoro prima che la scuola apra, o devono pagare il personale delle cooperative che sostituisce i bidelli.

E noi insegnanti? Abbiamo il rinnovo contrattuale bloccato per tre anni e gli scatti di anzianità congelati. Dal 2012 le donne andranno in pensione a 65 anni, contro i 61 delle donne che lavorano nel privato. Paghiamo in tasse un quarto del nostro stipendio: nel 2008 l'Italia era al settimo posto nella UE per la pressione fiscale, nel 2009 è salita al quinto.


NON ASCOLTATE QUELLO CHE DICONO

GUARDATE QUELLO CHE FANNO


Il testo del volantino è tra i documenti che si possono scaricare.



lunedì 18 ottobre 2010

In questi giorni aluni giornali hanno dato la notizia di scuole che, per sopperire ai tagli del Ministero sul funzionamento, hanno aperto la porta a sponsor privati che forniscono banchi, computer o contributi per le uscite in cambio dell'apposizione del loro logo all'interno della scuola. Nelle mailing list della nostra zona s'è aperta una discussione: chi dice che è un modo per aiutare la scuola pubblica a mantenere una buona qualità (di arredi e di offerte), chi dissente perché è una strada che ci porta sempre più lontano dalla scuola gratuita e per tutti che aveva pensato la Costituzione. Postiamo la lettera di una mamma perché - spingendosi oltre alla valutazione "sponsor sì, sponsor no", tocca un problema precedente e più grave: perché siamo a questo punto? perché i genitori non si rendono conto che si sta togliendo loro un diritto? possono i genitori capirlo, se anche da parte di tanti insegnanti c'è un atteggiamento di passività e rassegnazione? Ecco qui, speriamo che scuota le coscienze...

Vorrei anche io dare un mio piccolo parere.
indubbiamente, la scuola pubblica, essendo tale, "dovrebbe" essere gratuita e quindi aperta a tutti. I tagli che sempre di più la stanno colpendo, la sta facendo diventare "a pagamento". E per tanti genitori questo è normale.... almeno, questo percepisco nelle scuole che frequentano i miei figli. Autotassarci sta diventando normale, come lo è il pagare la tassa di iscrizione che non è obbligatoria, anche se questo non si sa. E le scuole, a seconda se la loro cassa è più o meno piena, fanno pagare poco o tanto. Purtroppo, non ho sentito finora proteste o almeno lamentele o critiche su questo.... si paga e si sta zitti, sia perchè sappiamo che ciò che versiamo poi ricade a pioggia sui nostri figli in termini di maggior materiale che viene loro fornito, sia perchè crediamo che sia giusto così.
Hanno tolto un pomeriggio in una scuola dove va mio figlio. Cioè, dai tre rientri pomeridiani che si facevano l'anno scorso, quest'anno se ne fanno due. Un solo genitore, in relazione a circa 100-120 alunni frequentanti, ho sentito lamentarsi. Gli altri, silenzio su tutti i fronti. Le stesse maestre hanno riferito di essersi sentite basite dalla mancanza di protesta dei genitori. Questo significa che mamme e papà hanno considerato normale il taglio del pomeriggio, che non hanno problemi particolari e che credono che sia lo stesso. E che credono che non si possa fare niente. E invece un pomeriggio in meno significa meno opportunità formative per gli alunni...
Se posso, però, chiedo anche alle insegnanti dei miei figli: voi protestate? Una sola docente dei miei figli ha protestato scioperando venerdì scorso. E gli altri docenti? E allora, ai genitori che mi chiedono "perchè si deve protestare come genitori se poi gli insegnanti stessi non protestano" che cosa devo rispondere? Lo so che ognuno è libero di scegliere e che comunque scioperare porta ad una riduzione dello stipendio, mi rendo conto che si è stanchi e che non si vede la fine di questo percorso di lotta, ma, almeno dove risiedo io, c'è questa mancanza di sensibilità da parte dei docenti. Si dovrebbe, da parte di tutti, far presente in maniera forte il problema.
Infine, per non esagerare con le cose dette e scritte, ritengo che sia fondamentale fare una azione di sensibilizzazione ai genitori, organizzando incontri con i "tecnici", cioè con i Direttori Amministrativi delle scuole, con i presidi, con gli insegnanti, perchè si faccia capire la situazione. E dare contributi alle scuole attraverso "sponsor" a mio avviso sta diventando sempre più necessario, per far fronte alle mancanze di finanziamento. Anche se così si rischia che il privato entri in una cosa pubblica, ma è difficile far funzionare una scuola dove manca tutto....
Insomma, come in tutte le cose, c'è il lato positivo e il lato negativo. Sta a noi fare la differenza, far capire che questi tagli non sono normali, sono la negazione stessa del diritto di ogni ragazzo all'istruzione e alla cultura. Siamo noi che dobbiamo essere protagonisti sempre in prima linea.
Buon Lavoro a tutti
Monica